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Spese pazze in Regione, 13 rinvii a giudizio: ci sono Bruzzone, Biasotti, Monteleone e Bianchi

Gli imputati avrebbero speso fondi pubblici per spese non riconducibili all'attività politica: cene per due in ristoranti romantici, biancheria intima, oggettistica per hobby e così via.

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Genova. Sono stati tutti rinviati a giudizio i 13 assessori ed ex consiglieri regionali, in carica nella legislatura 2005-2010, accusati di peculato nell’ambito di una delle varie inchieste sulle spese pazze in regione Liguria. Lo ha deciso il gup Nadia Magrini.

Tra gli ex politici coinvolti, di tutti quasi tutti gli schieramenti politici, ci sono Sandro Biasotti (Forza Italia, attuale coordinatore regionale del partito e deputato), Tirreno Bianchi (Pdci e console della Compagnia Pietro Chiesa), Rosario Monteleone (Udc) e Fabio Broglia (Italia di mezzo). Rinviato a giudizio anche Francesco Bruzzone, Lega Nord, attuale presidente del consiglio regionale, e già a processo per un altro filone di inchiesta. E’ l’unico ad avere ancora una carica pubblica in Regione.

Gli altri sono Nicola Abbundo, Angelo Barbero, Giovanni Macchiavello, Matteo Marcenaro, Luigi Patrone e Franco Rocca, Carmen Patrizia Muratore, Giovanni Battista Pittaluga. Il processo comincerà a gennaio dell’anno prossimo.

L’accusa è di peculato: gli imputati avrebbero speso fondi pubblici – cifre che vanno dai 20 mila ai 100 euro – per fini privati utilizzando i soldi dei gruppi regionali per spese non riconducibili all’attività politica: cene per due in ristoranti romantici, biancheria intima, oggettistica per hobby e così via. L’inchiesta era nata da una segnalazione della Corte dei Conti.