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Si parla del Salone nautico ma il presidente della commissione dimentica invitare Ucina

Il liquidatore di Fiera: “Abbiamo salvato il salone di quest’anno". Battibecco in aula

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Genova. “Un’ora e mezzo di nulla”. Il consigliere comunale del Pd Alessandro Terrile riassume bene la situazione della commissione comunale sul Salone nautico chiesta dal Pd a luglio e convocata solo oggi, il giorno dopo la conferenza stampa sul prossimo salone che inaugura il 21 settembre in cui i dettagli della manifestazione sono stati illustrati ai media.

C’è sicuramente più ingenuità politica che cattiva volontà nei pasticci dei novelli consiglieri di maggioranza a partire dal presidente della commissione, Valeriano Vacalebre, che convoca la commissione sul Nautico invitando il commissario liquidatore di Fiera di Genova ma non invitanti Saloni Nautici, vale a dire Ucina che il nautico lo organizza. Quindi? Non si riesce a parlare nel dettaglio del Salone (“Su cui comunque basta leggere i giornali” sottolinea la capogruppo del Pd Cristina Lodi), non si riesce a parlare dei rapporti tra Fiera di Genova e Ucina che non sono proprio idilliaci visto che in ballo c’è un contenzioso da mezzo milione di euro, ne si parla del futuro stesso di Fiera di Genova.

“Della fusione societaria – dice candido l’assessore Giancarlo Vinacci – abbiamo al momento letto sui giornali. In giunta l’argomento non è stato trattato e nemmeno sulle partecipate è stata ancora assegnata una delega specifica e quindi al momento non ho nulla da dire”.

Tra botta e risposta e battibecchi tra consiglieri di maggioranza opposizione e l’assessore Elisa Serafini, unica rimasta a rappresentare la giunta in una commissione obiettivamente senza senso se ne va oltre un’ora e mezza. Unico intervento degno di interesse seppur conciso quello del liquidatore di Fiera di Genova Luca Nannini che ha spiegato come “Se avessimo voluto tutelare gli interessi di Fiera e il credito che vantiamo rispetto a Ucina il Salone del 2017 non si sarebbe fatto, ma abbiamo deciso di far prevalere l’interesse della città a quello della nostra azienda”.

Azienda che, ha ricordato Nannini, è “in una situazione di liquidazione un po’ anomala perché normalmente si liquida per portare verso la morte un’azienda, invece stiamo usando un polmone d’acciaio per proseguire ora le attività anche se in un quadro economico generale di crisi”. Intanto il contenzioso con Ucina è soltanto solo all’inizio.

“A maggio scorso Fiera ha tentato di arrivare a una transizione da 190 mila euro più iva con Ucina sul compenso per la messa a disposizione dell’area espositiva utilizzata dal Salone Nautico 2016, l’accordo non si è concretizzato, perciò – spiega Nannini – a giugno abbiamo fatto un decreto ingiuntivo, che ‘riparte da zero’: circa 500 mila euro”. Il termine per l’opposizione al decreto ingiuntivo scadrà nei prossimi giorni. “Vedremo come risponderà Ucina”.