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Porti, Genova sperimenta lo “short tension” per ormeggiare sicuri

Genova. L’evoluzione della normativa internazionale per il riconoscimento nel mondo della figura professionale dell’ormeggiatore, e la delicatezza della funzione delle attività di ormeggio, ma anche le novità tecnologiche che vedono il porto di Genova all’avanguardia nella sperimentazione di nuovi strumenti che permettono maggiore sicurezza nelle operazioni.

Ormeggiatori porto genova

Sono questi alcuni dei punti affrontati nel corso della conferenza di Angopi – Eba – Ibla, le associazioni internazionali della categoria, che si è tenuta a Palazzo San Giorgio, sede dell’autorità di sistema portuale di Genova. “Un percorso legislativo molto lungo, avviato 15 anni fa con le direttive De Palacio – spiega Alessandro Serra, Presidente di Eba, European Boatmans Association – che finalmente ha visto la luce con un regolamento europeo che regola il nostro settore e in qualche modo chiarisce l’esistenza di un legame profondo tra la nostra attività servizio di ormeggio e la sicurezza della navigazione in ambito portuale”.

Nel capoluogo ligure la cooperativa, che conta 64 ormeggiatori, iscritti nel registro della Capitaneria di Porto e che ha svolto nel 2016 circa 14mila operazioni di ormeggio, è la prima a sperimentare in Italia il nuovo sistema di ormeggio “shore tension”. Si tratta di un pistone oleodinamico, collocato in banchina, che viene collegato a cavi che supportano carichi di rottura molto elevati, e, al tempo stesso, permette di controllare in remoto tutti i dati dell’ormeggio e, se necessario, intervenire prima che ci siano situazioni di emergenza.

“La sperimentazione c’è stata accordata per 4 anni in sede ministeriale – prosegue Serra – e, in questo appuntamento internazionale, ci siamo potuti confrontare con i colleghi olandesi che hanno inventato questo sistema”.