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Piano Carige, tagli a lavoratori e filiali. Uil: “Compensi top manager restano invariati”

Critica anche la First Cisl: "Ci si accanisce contro i lavoratori, che hanno salvato la faccia dell'azienda ai tempi delle inchieste"

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Genova. “Ancora una volta si tenta di scaricare sui lavoratori le difficoltà del Gruppo Carige, mentre i lauti compensi dei top manager, veri responsabili della crisi del gruppo non vengono intaccati”. Mauro Corte, sindacalista coordinatore Uilca Carige Liguria, commenta duramente il piano industriale Carige, presentato questa mattina a Milano, e che prevede – tra le altre cose – il taglio di 1000 posti di lavoro e 121 filiali da qui al 2020. Non solo.

“La Uilca è nettamente contraria alla riduzione delle retribuzioni unitarie delle lavoratrici e dei lavoratori di Carige che, anche a detta dell’amministratore delegato, sono tra le più basse del sistema bancario italiano – continua la Uil – Tra i vari argomenti, ci auguriamo che ogni decisione presa in merito alle uscite che tempo per tempo interesseranno i lavoratori siano su base volontaria. Attendiamo di conoscere ulteriori dettagli per valutazioni più approfondite”.

“Siamo stupefatti che, nell’individuare quale elemento fondamentale di rilancio della banca la presenza di una base di clienti resiliente e fedele, ci si accanisca contro i lavoratori, ossia coloro che hanno permesso che questa fedeltà si mantenesse, rimediando ai danni reputazionali provocati dalle cattive gestioni dei vertici”, invece, le parole di Giulio Romani, segretario generale di First Cisl.