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Piaggio Aero, ai cinesi la velivolistica civile? Intanto a Genova persa una gara per la manutenzione dei P180 Avanti II

Oggi intanto in Regione approvato il cambio di destinazione d'uso delle aree ex Piaggio

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Genova. La notizia è stata diffusa ieri dall’agenzia Reuters: Piaggio Aero avrebbe avviato l’operazione di vendita del ramo di azienda che produce jet executive a un consorzio cinese a sostegno statale e la pratica sarebbe ora all’esame del governo italiano.

“A noi formalmente non è stato detto nulla – commenta Antonio Caminito, Fiom Cgil Genova – ma siamo preoccupati perché il Governo un mese fa ci ha chiesto di dettagliare i dipendenti per i diversi settori”. I lavoratori di Piaggio Aero impiegati nella velivolistica, tra civile e militare, sarebbero all’incirca 600, tutti nello stabilimento di Villanova D’Albenga. Un terzo di loro circa si occupa solo di civile.

I sindacati di Genova e Villanova si incontreranno nei prossimi giorni per definire le iniziative da mettere in campo: “E’ un anno che chiediamo un incontro al governo che non ci viene dato – dice il segretario della Fiom genovese Bruno Manganaro – e per noi l’azienda resta unica come dice il vecchio accordo. Non accetteremo alcuno spacchettamento”.

Se i lavoratori genovesi – i pochi che restano in attività – non sarebbero coinvolti dall’operazione, un’altra tegola ha investito Piaggio Aero nei giorni scorsi e tocca proprio il settore della manutenzione: Piaggio Aero infatti ha perso una gara bandita dalla Guardia di Finanza per la manutenzione dei P180 Avanti e per corsi di addestramento per i piloti della stesse del valore complessivo di 3 milioni e mezzo di euro perché l’impresa in subappalto che Piaggio intendeva utilizzare per il bando non aveva fornito la documentazione prevista dal codice degli appalti. Quindi Piaggio Aero è stata esclusa dalla gara.

Intanto questa mattina il consiglio regionale ha approvato la modifica della destinazione d’uso delle aree ex Piaggio da aeronautico a industriale in modo da consentire nuovi insediamenti. Da oggi quindi l’autorità di sistema dare il via ai 60 giorni in cui altre aziende, oltre alla cordata che comprende la Phase, che sta già utilizzando parzialmente l’area insieme a Cosmet, Cosnav Costruzioni Navali ed Eurocontrol, possono manifestare interesse. Tra queste ci sarebbe Fincantieri che vorrebbe acquisire tutta l’area per creare un polo della logistica, ma formalmente non ha ancora presentato richiesta.