Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Il Nautico accende i riflettori su Genova, ma il mondo del lavoro ha perso la bussola

La settimana della kermesse alla Foce si apre con due manifestazioni - Ericsson e Ilva - che rappresentano la nuova crisi occupazionale legata ai grandi gruppi

Genova. Mancano pochi giorni al 21 settembre, data dell’apertura del Salone Nautico, l’evento che – oltre ai matrimoni di nobili e altoborghesi come quello celebrato sabato alla chiesa di Carignano – dovrebbe accendere i riflettori su Genova a livello internazionale. Su Genova e sulla sua capacità di rilancio.

Ma nelle ore in cui il vicesindaco Stefano Balleari pubblica la fotografia del cantiere che porterà la “rosa dei venti” al centro della rotonda alla Foce, la città sembra avere perso la bussola del suo presente e futuro se parliamo di lavoro.

Ericsson, Ilva, Gts, Carige per citare solo alcune delle situazioni – diverse l’una dall’altra – che vedono il capoluogo ligure protagonista di un’emorragia occupazionale.

E allora la settimana del Nautico, da sempre costellata dalle manifestazioni che sfruttano anche la kermesse come vetrina, si aprirà con due proteste di piazza, quelle dei lavoratori Ericsson e quelli degli operai dell’Ilva.

Sul fronte sindacale Ilva è confermato lo sciopero di mercoledì 20 settembre, con corteo fino alla Prefettura. Martedì ci sarà però un incontro voluto dal Mise con Regione Liguria e Comune di Genova per discutere del rinnovo dei lavori di pubblica utilità per i dipendenti di Cornigliano.
“In base a quanto ci è stato anticipato – spiega il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro – il governo vorrebbe rinnovare i lavori di pubblica utilità solo per tre mesi mentre la Regione Liguria avrebbe i fondi, avanzati dai lavori di quest’anno, per almeno 7-9 mesi”. Una scadenza al 31 dicembre coinciderebbe perfettamente con la data in cui gli stabilimenti Ilva dovrebbero passare al gruppo Am Investco.

Carige, la scorsa settimana ha annunciato un piano di rilancio che prevede, oltre a misure finanziarie, la chiusura di 121 filiali in Italia e quindi di un migliaio di posti di lavoro. Si tratterà di pensionamenti e pre-pensionamenti, in gran parte, ma i sindacati hanno comunque alzato gli scudi.

Capitolo Ericsson, il più cocente soprattutto nelle ore in cui Ght, la società che gestisce Erzelli, annuncia nuovi progetti di sviluppo. Dopo le lettere arrivate a fine luglio la 14esima procedura di licenziamento collettivo avviata dalla multinazionale ha fatto partire per tutta Italia altre 67 lettere di licenziamento, di cui 4 a Genova. Licenziamenti immediati con badge disattivato. Tra i licenziati anche uno degli ultimi due componenti dell’rsu, falcidiata nel giro di un anno visto che da sei membri ne rimane ora uno soltanto.