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Migranti a Multedo, oggi in municipio a Pegli incontro (fuori programma) tra cittadini e istituzioni

I residenti della zona furiosi: "Non siamo stati informati". I richiedenti asilo in arrivo all'ex asilo contessa Govone sono parte di quelli spostati dalla Fiera per l'avvento del Nautico

Genova. Migranti all’ex asilo Contessa Govone, a Multedo: questo pomeriggio alle 16e30 nella sede del municipio a Pegli si terrà una riunione durante la quale istituzioni e cittadini potrebbero dover iniziare a discutere del futuro centro di accoglienza di richiedenti asilo.

In realtà l’incontro era stato convocato dal presidente Chiarotti per discutere con le dirigenze di due società sportive di altre questioni, ma è quasi scontato che all’appuntamento si presenterà anche una delegazione di cittadini di Multedo.

Non è escluso che, nei prossimi giorni – forse già sabato – decidano di organizzare una manifestazione di protesta, in piazza. Molto dipende dalla risposte che riusciranno a ottenere in occasione dell’incontro di oggi, sempre che siano ricevuti. Come già è accaduto praticamente in ogni zona della città dove, di punto in bianco, sono stati assegnati dei migranti, il clima è teso.

Nei locali dell’ex asilo, chiuso nel 2016 e di proprietà della Curia, è prevista la collocazione di un numero tra i 60 e i 70 migranti che fino a pochi giorni fa erano ospitati alla Fiera di Genova. Con l’apertura del Salone Nautico è stato necessario trovare un luogo alternativo per gli oltre 100 ragazzi. La sistemazione al Seminario del Righi era, infatti, solo temporanea.

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Le principali critiche avanzate nei confronti del progetto della struttura di accoglienza nell’ex asilo sono di tipo logistico: l’edificio si raggiunge attraverso una strada stretta e senza sbocco (ricorda, in parte, la situazione di Casa Bozzo, a Quezzi, o di villa Ines a Struppa, dove si trovano altri profughi gestiti da Ceis e Caritas).

A far infuriare la popolazione, però, anche il fatto che – anche questa volta – la decisione di creare un centro migranti sia stata presa senza avvertire né i cittadini né il livello circoscrizionale delle istituzioni.