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Migranti a Multedo, incontro teso tra residenti e Curia: “Troppi 50 ospiti, numeri da ghetto”

Ieri ai giardini Lennon nuova assemblea del Comitato Di Multedo, ha partecipato il direttore dell'ufficio Migrantes Don Martino

Genova. Ieri pomeriggio circa 300 persone, parte del comitato di Multedo, si sono riuniti in piazza – nei giardini John Lennon – per protestare contro l’apertura, dall’inizio di ottobre, di un centro di accoglienza migranti nell’ex asilo Contessa Govone, in via delle Ripe.

Incontro teso, a tratti animato da urla e cori, tra i residenti, contrari all’arrivo di 50 migranti, e don Giacomo Martino, direttore ufficio diocesano Migrantes, che insieme ai responsabili della cooperative L’altra Storia, ha spiegato che i profughi in arrivo, in pratica, dormiranno soltanto all’interno della struttura e “non faranno elemosina nelle strade”, ha precisato, incalzato dalle domande dei presenti.

“Non vi abbiamo comunicato alcunché prima di pochi giorni fa perché avevamo l’obbligo di mantenere il riserbo” ha detto il prete ai cittadini, furiosi per essere stati gli ultimi – insieme al Municipio – a sapere cosa sarebbe accaduto di lì a poco. “Questa struttura sarà un ghetto – hanno replicato i cittadini – 50 migranti sono troppi, la situazione logistica non è adatta”.

Durante l’assemblea di piazza è stato ribadito che i migranti ospiti saranno 50, e non 100 come qualcuno aveva supposto, svolgeranno tutti i giorni corsi nel campus di Migrantes di Coronata e per questo occuperanno l’ex asilo di Multedo solo la mattina e la sera. Dal primo ottobre dovranno frequentare una scuola, come ha disposto il prefetto.

I componenti del Comitato di Multedo (nato due anni fa per chiedere la gestione degli spazi allora abbandonati in cui sono stati ricavati i giardini Lennon), hanno raccolto firme contro il centro migranti nell’ex asilo, ma ormai la decisione è irrevocabile. Inutile anche il tentativo di mediazione del presidente del municipio Ponente Claudio Chiarotti che ha evidenziato l’assenza degli amministratori di Tursi. Nella notte, luci accese all’interno dell’asilo di suore chiuso nel 2016. L’edificio è ormai quasi pronto a svolgere la sua nuova funzione.