Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Il “maniaco dell’ascensore” ha colpito ancora, i legali: “Era esempio brillante di riabilitazione”

Edgar Bianchi aveva anche chiesto, dal carcere, di aprire un conto a favore delle sue vittime. "Qualcosa lo ha fatto andare in tilt"

Più informazioni su

Genova. Era considerato “uno degli esempi più brillanti di riabilitazione” Edgar Bianchi, conosciuto come il “maniaco dell’ascensore”, uscito dal carcere nel 2014, dopo 8 anni scontati per una ventina di violenze sessuali compiute a Genova, dove lavorava come barista, e che è tornato a colpire due giorni fa a Milano, abusando di una 13enne. Lo ha spiegato l’avvocato Giovanna Novaresi del Foro di Genova che lo ha seguito in passato nella fase di esecuzione della pena e nei suoi programmi di recupero psicoterapeutico, quando era detenuto.

“Ha sempre seguito il percorso riabilitativo con regolarità e serietà – ha raccontato il legale – e le relazioni che venivano fatte su di lui e inviate al Tribunale di Sorveglianza erano sempre positive. Visto il suo passato – ha aggiunto – non ci si poteva permettere alcuna leggerezza e lui, in ogni caso, era sempre collaborativo”.

L’avvocato ha spiegato anche che Bianchi, quando era in carcere, le chiese di aprire, come suo tutore, un conto “per risarcire le vittime delle sue violenze, un conto dove versava ogni mese quasi tutta la somma che guadagnava con i lavori nella casa di reclusione”. Ha sempre tenuto, ha ribadito ancora il legale, “una condotta regolare che per lui era motivo di orgoglio”.

Uscito dal carcere tre anni fa, ha vissuto prima a Genova, dove è nato, poi in Portogallo e poi è arrivato a Milano. Evidentemente, ha concluso il legale, “nell’ultimo periodo qualche episodio che gli è accaduto probabilmente lo ha mandato di nuovo in confusione”.