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In macchina di notte tra Genova e il ponente: sulla A10 è odissea a pagamento

Cantieri infiniti, carenza di informazioni, restringimenti di carreggiata - ma non di tariffe. Il racconto di un viaggio kafkiano tra Sampierdarena e la provincia di Savona

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Genova. Poniamo che una persona finisca di lavorare tardi, intorno alle 23, dopo aver iniziato molto presto ed essere magari anche un po’ nervosa. Questa persona, dall’ufficio in centro a Genova deve raggiungere una località dell’immediata provincia savonese. Mette in moto l’auto sperando di impiegare, come da tabella di marcia, circa mezzora per infilare le chiavi nella toppa della porta di casa, farsi una doccia, andare finalmente a dormire.

Però finisce per metterci più di un’ora, per tornare a casa. Perché, sulla autostrada A10 Genova – Ventimiglia e su altre tratte del nodo genovese, è in corso un cantiere multiplo che rende il viaggio un percorso a ostacoli, labirintico ai limiti dell’assurdo.

Ecco cosa è accaduto a più di un utente dell’autostrada A10 nella notte tra lunedì 25 e martedì 26 settembre, notte in cui sul sito www.autostrade.it era segnalato un cantiere con la chiusura del bivio A7 – A10 e poi della stessa autostrada tra Genova Ovest e Genova Pra’. Peccato che sul web la chiusura fosse segnalata, ma sul pannello di ingresso a Sampierdarena, almeno per chi proveniva dalla soprelevata, no.

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E quindi si entra a Genova Ovest per andare a, esempio, Varazze. Ma si viene deviati forzatamente sulla A7 e quindi sulla prima opzione per ritornare indietro: Bolzaneto. Si esce a Bolzaneto per provare a rientrare in A7 e poi in A10, ma anche qui la chiusura non è segnalata, almeno non sul pannello alla rotonda cosiddetta “della locomotiva” e quindi si ritorna al punto di partenza: Genova Ovest.

L’unica soluzione è percorrere la Aurelia fino al primo ingresso disponibile. Ricordando, tuttavia, il fatto che il primo ingresso disponibile sia a Pra’. Ma il lavoratore stanco ha pure il cellulare scarico, oppure non si ricorda di poter controllare su internet la presenza di lavori in corso, quindi tenta, ripetutamente di entrare a Genova Aeroporto (chiusa) e poi a Pegli dove, indovinate? Non c’è alcun cartello che indica la chiusura dell’autostrada in direzione ponente.

Non è un caso che allo stesso casello si trovino, contemporaneamente, quattro o cinque lavoratori stanchi che, con una manovra di retromarcia tutt’altro che consentita, evitano di essere “risucchiati” nuovamente dall’autostrada in direzione Genova Ovest.

E così che, dopo aver percorso ancora un altro tratto di Aurelia, tra Multedo e Pra’, in coda (perché il problema riguarda parecchie persone), il protagonista di questa odissea autostradale riesce a imboccare la A10 e arrivare finalmente – tra altri cantieri e restringimenti di carreggiata – a casa.

E si addormenta. Non senza aver riflettuto, prima, su un fatto: se Autostrade avesse segnalato chiaramente i cantieri, in ognuno dei punti dove i cantieri non erano invece segnalati, gli automobilisti non sarebbero entrati al casello e non avrebbero comunque pagato il pedaggio per incorrere in una serie multipla di disagi.