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#iostoconcolombo, il Comune di Genova contro gli Usa che ora rinnegano l’esploratore

L'hashtag coniato dal vicesindaco Stefano Balleari. Los Angeles ha cancellato il Columbus day. A New York decapitata una statua

Genova. “Do not touch Cristoforo Colombo – Nessuno tocchi Cristoforo Colombo”. Il Comune di Genova, attraverso il suo vicesindaco Stefano Balleari, si è scagliato contro due città statunitensi, New York e Los Angeles.

Nella prima è stato decapitato un busto in pietra raffigurante l’esploratore genovese, la seconda ha recentemente deciso di cancellare il Columbus Day. Negli Usa è in atto da qualche tempo un’operazione di ridefinizione degli accadimenti storici e, secondo alcuni, Colombo non sarebbe una figura da celebrare perché dopo di lui sono iniziate le tragedie legate al colonialismo, tra cui “il genocidio delle popolazioni indigene”, come indicato dalla assemblea cittadina della Città degli Angeli.

“Cristoforo Colombo è un simbolo per gli italiani in America e la scoperta del nuovo continente è un patrimonio dell’umanità – afferma Stefano Balleari – lo sostiene anche la Farnesina”. Per difendere il capitano delle tre caravelle Balleari, lancia via Facebook l’hashtag ‘IoStoConcolombo’.

In risposta a Los Angeles Genova è al lavoro per celebrare il 12 ottobre l’anniversario della scoperta dell’America.

“La cancellazione del Columbus day è un’offesa a tutta la comunità italiana negli Stati Uniti che ha contribuito alla nascita degli Usa e che ha dato un determinante apporto all’economia americana. Scriverò all’ambasciatore americano in Italia per manifestare la profonda delusione della comunità italo-americana su tale decisione e per chiedere, da genovese, perché venga trattata con il dovuto rispetto la storia che lega la città di Genova agli Stati Uniti”, ha dichiarato anche il segretario regionale della Lega Nord Liguria e assessore regionale allo Sviluppo economico Edoardo Rixi.

Rixi, reduce da un viaggio negli Usa, ha incontrato di recente le comunità di italo-americani e l’associazione Liguri nel mondo a San Francisco. “Sono solidale – continua Rixi – a tutti i nostri connazionali negli Stati Uniti che stanno facendo le spese di una campagna d’odio assurda, esplosa in questi giorni dopo i fatti di Charlottesville. Chiedo rispetto per la storia e per la nostra comunità italo-americana”.