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Ilva di Cornigliano, settembre caldo: i sindacati scrivono al Governo per il rinnovo dei lavori di pubblica utilità

Intanto il 15 settembre al Mise il tavolo nazionale dove Ancelor Mittal dovrà dettagliare gli esuberi rispetto ai diversi stabilimenti

Genova. Le segreterie genovesi di Fiom, Fim e Uilm hanno scritto una lettera indirizzata al Ministero dello Sviluppo economico per chiedere un incontro per il rinnovo dei contratti di pubblica utilità per l’Ilva di Cornigliano che scadono il prossimo 30 settembre. Gli lpu, il cui ultimo rinnovo è stato firmato un anno fa, e riguarda oggi 390 lavoratori, sono lo strumento individuato dai sindacati insieme alle istituzioni firmatarie dell’accordo di programma del 2005 per garantire il reddito dei lavoratori Ilva in cassa integrazione come prevede l’accordo firmato quando Genova scelse di spegnere gli impianti a caldo.

“Tale impegno, nel rispetto dell’Accordo di Programma del 1999 e sue modificazioni – si legge nella lettera inviata anche Regione Liguria, Comune di Genova e Società per Cornigliano – ha permesso una gestione corretta degli ammortizzatori sociali con la continuità di reddito”. I Lavori di pubblica utilità “si rendono ancora necessari visto il permanere di difficoltà presso lo stabilimento di Genova e quindi – concludono i sindacati – per tali ragioni ribadiamo la richiesta d’incontro per il loro rinnovo entro la scadenza concordata”.

“I lavori di pubblica utilità – spiega il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro – sono la risposta alla momentanea carenza di produzione all’Ilva di Cornigliano nel rispetto dell’accordo di programma. Chiediamo lavoro e in questi anni i lavoratori dell’Ilva sono stati utili alla città guadagnandosi così l’integrazione salariale. Spero che nessuno voglia porre ostacoli su questa rivendicazione creando tensioni sociali come purtroppo è successo in passato”.

Intanto in parallelo il 15 settembre a Roma il Governo incontrerà i sindacati nazionali al Mise e lì dovrebbero essere presentati in dettaglio gli esuberi che Ancelor Mittal vorrebbe definire per ciascun stabilimento Ilva (Taranto in primis, ma anche Genova e Novi Ligure). Esuberi che potrebbero ammontare nel complesso a 4 mila lavoratori che rimarrebbero nella ‘bad company’, vale a dire nella società in amministrazione controllata. Anche su questo i sindacati genovesi tenteranno di far valere l’accordo di programma che prevedeva il mantenimento dei livelli occupazionali.
Settembre tuttavia si rivela sempre di più un mese decisivo per il futuro dell’Ilva. Le due partite (quella nazionale sugli esuberi e quella relativa al rinnovo degli lpu prima del passaggio societario che non avverrà prima di gennaio 2018) restano formalmente separate, ma la preoccupazione per il futuro tra i lavoratori genovesi è tanta e la tensione, se non arriveranno risposte ‘positive’ potrebbe essere destinata a salire già nelle prossime settimane.