Ilva di Cornigliano, i lavori di pubblica utilità sono al sicuro, ora si pensa a scongiurare gli esuberi - Genova 24
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Ilva di Cornigliano, i lavori di pubblica utilità sono al sicuro, ora si pensa a scongiurare gli esuberi

Stamani al Mise la firma del protocollo con cui il Governo si impegna a finanziare i progetti

cronaca

Genova. Ora c’è anche la firma ufficiale. Il Governo si impegna a rifinanziare i lavori di pubblica utilità per l’Ilva. Questa mattina a Roma in un incontro al quale hanno partecipato azienda, sindacati, ministero dello Sviluppo Economico, Regione e Comune di Genova, il viceministro dello Sviluppo Economico Teresa Bellanova ha dichiarato a nome del Governo che, al fine di proseguire con gli interventi di pubblica utilità sino al 30 settembre 2018, in continuità con quanto già realizzato nei precedenti anni, sarà utilizzato quanto ancora residuo delle risorse stanziate sulla base dell’impegno assunto con la dichiarazione a verbale del 21 settembre 2016 nonché, per quanto ancora necessario, il governo si impegna a stanziare ulteriori risorse integrative.

La Regione Liguria e il Comune di Genova – si legge nel verbale dell’incontro – si impegnano ad attivare per il tramite della Società per Cornigliano spa, a decorrere dal 1 ottobre 2017, progetti di pubblica utilità o socialmente utili. Ilva e i sindacati prendono atto degli impegni assunti dal Governo, dalla Regione Liguria e dal Comune di Genova.

Il sospiro di sollievo, e l’annullamento delle proteste da parte dei sindacati, era arrivato già martedì scorso quando la Regione aveva incontrato il Mise e ricevuto rassicurazioni sui finanziamenti.

Ora l’appuntamento più caldo in programma cade il prossimo 9 ottobre, data alla quale è stata rinviato il tavolo nazionale (fissato nella seconda settimana di settembre) in cui Am Ivestco avrebbe dovuto illustrare il piano industriale in dettaglio, definendo anche gli esuberi per ogni stabilimento. Ufficialmente il rinvio è stato chiesto per consentire al governo di fare un passaggio in Parlamento per far approvare la nuova Aia per l’Ilva di Taranto entro il 30 settembre, ma i sindacati sono convinti che sia solo un modo per prendere tempo.

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