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Ilva di Cornigliano, firmato l’accordo in Regione per i lavori di pubblica utilità:

Manganaro: "In cassa non un lavoratore in più rispetto allo scorso anno"

Genova. E’ stato siglato questo pomeriggio nella sede della Regione Liguria l’accordo per prorogare, fino al 30 settembre 2018, i lavori di pubblica utilità per integrare il salario ai lavoratori dell’ILVA di Cornigliano. L’intesa segue quella sottoscritta a Roma il 22 settembre, per finanziare con ulteriori risorse la prosecuzione dei progetti.

L’accordo di oggi, in sede locale, proroga di fatto, di un altro anno, la precedente intesa firmata il 29 settembre 2016.

Al tavolo di oggi erano presenti il Presidente di Regione Liguria Giovanni Toti, il Sindaco di Genova Marco Bucci, l’assessore regionale al Lavoro Gianni Berrino, l’assessore allo Sviluppo Economico e all’Occupazione del Comune di Genova Giancarlo Vinacci, i rappresentanti aziendali e le organizzazioni sindacali.

L’accordo prevede l’utilizzo della cassa e quindi l’impiego in lavori di pubblica utilità per “fino a un massimo di 650 lavoratori”. “Ma abbiamo chiarito – speiga il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro – che la fotografia di oggi deve essere quella di domani con non un lavoratore in più in cassa”. Ad oggi nello stabilimento Ilva di Cornigliano sono in cassa integrazione circa 400 lavoratori e qualcuno in meno di loro è impiegato nei lavori di pubblica utilità (che restano ovviamente una scelta volontaria per integrare il reddito rispettando l’accordo di programma).

Domani mattia i delegati dello stabilimento di Cornigliano si vedranno negli uffici del Comune al Matitone per ratificare di fatto la proroga degli attuali progetti degli lpu.

Pet l’ilva il prossimo appuntamento cruciale sarà a Roma il 9 ottobre quando al Mise Ancelor Mittal dovrà dettagliare gli esuberi per ciascuno stabilimento. L’attesa crea qualche tensione in ambiente sindacale anche perché nel frattempo entro il 30 settembre il ministero dell’Ambiente deve emanare la nuova autorizzazione di impatto ambientale per lo stabilimento di Taranto, ma rispetto al documento a tre giorni dalla scadenza, non ci sono notizie.