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Da Genova a New York, nella Grande Mela nasce il comitato “Giù le mani da Colombo”

Promosso dalla Italy America Chamber of Commerce. Ecco perché negli Usa c'è chi "taglia la testa" all'esploratore

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New York. L’Italy America Chamber of Commerce di New York, nata nel 1887, la più antica Camera di Commercio internazionale al mondo, da sempre vero ponte tra l’Italia e gli Stati Uniti istituisce il comitato “Giù le mani da Colombo”.

Il Comitato si fa promotore e capofila delle tante realtà italiane ed italo-americane che stanno vivendo gli attacchi alla figura di Cristoforo Colombo anche come un attacco alla storia e alla cultura di un Paese come l’Italia che ha contribuito in maniera importante a rendere grande gli Stati Uniti d’America.

“Cristoforo Colombo è per la Comunità Italiana e Italo Americana un simbolo di coraggio e intraprendenza – dichiara Alberto Milani, presidente dell’Italy America Chamber of Commerce – Il nostro diritto di celebrare quando, come e dove lo si ritenga opportuno verrà difeso e sostenuto, lo dobbiamo alle generazioni di emigranti venuti in America dopo Cristoforo Colombo e quelle che verranno dopo di noi”. Primo appuntamento con la stampa del comitato “Giù le mani da Colombo” il 12 ottobre presso la sede dell’Italy America Chamber of Commerce di New York.

A Genova la stessa battaglia è stata lanciata a colpi di hashtag #iostoconcolombo dal vicesindaco Stefano Balleari e ripresa dall’assessore regionale allo Sviluppo economico Edoardo Rixi.

Perché gli – o sarebbe meglio dire alcuni – americani ora ce l’hanno con Colombo. Qualche giorno fa a Yonkers, città-sobborgo di 200 mila abitanti appena a Nord di New York, lungo il fiume Hudson, un busto in gesso dell’esploratore, al Columbus Memorial Park, è stato decapitato. Il navigatore genovese è stato trascinato nella guerra delle statue che sta funestando gli Stati Uniti, e che si è intensificata dopo i tragici scontri di Charlottesville in cui hanno perso la vita tre persone: il movimento contro il suprematismo bianco, che inizialmente si limitava ai monumenti di generali e soldati confederati nel Sud degli Stati Uniti, improvvisamente si è esteso in tutti gli Stati Uniti, prendendo di mira i “simboli d’odio e di divisione razziale” (dopo Colombo sono iniziate le stragi delle popolazioni indigene a opera dei coloni) e finendo per coinvolgere, per esempio, oltre a Colombo, anche Italo Balbo. A Los Angeles la municipalità si è chiesta se annullare il tradizionale Columbus Day.