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Genoa, domani al Ferraris col Bologna, ma la cessione saltata passa la sfida in secondo piano risultati

Tifoseria in subbuglio dopo il fallimento della trattativa per la cessione del club, minacce al presidente Preziosi sui social e via sms

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Genova. Il Genoa sfida domani sera il Bologna nell’anticipo serale al Ferraris con l’obbligo di fare punti per uscire dalla zona retrocessione ma arriva all’appuntamento in una situazione stressante. Da un lato Ivan Juric e la squadra hanno “una voglia matta di uscire da questo momento con una vittoria”, e questa necessità potrebbe condizionare la prestazione, dall’altro c’è una parte della tifoseria in subbuglio dopo il fallimento della trattativa per la cessione del club.

Oggi alcuni tifosi hanno addirittura minacciato pesantemente il presidente Preziosi sui social e via sms. “Non voglio alibi né scuse e spero che quanto accaduto non influisca sui giocatori anche se non posso essere nella loro testa” ha detto Juric.

La delicata sfida, passata un po’ in secondo piano per le vicende societarie, potrebbe rappresentare una svolta positiva in caso di prima vittoria stagionale ma in caso di sconfitta potrebbe addirittura mettere a rischio la panchina di Juric. Che non si preoccupa: “sono sereno e concentrato sulla partita” ha spiegato.

Il Genoa affronta la gara senza Omeonga e Taarabt, protagonisti con l’Inter ma squalificati, e gli infortunati Lapadula e Spolli, mentre Veloso e Laxalt sono convocati ma tutt’altro che al meglio. Formazione dunque ampiamente rimaneggiata con il possibile ritorno da titolari di Pandev e Galabinov, con Bertolacci nel ruolo di Veloso.

L’allenatore ha invocato il sostegno dei tifosi: “quando le cose vanno male bisogna stare uniti altrimenti si sfascia tutto”. La risposta della Gradinata Nord dovrebbe essere all’ altezza a leggere i commenti suo siti dei tifosi più caldi che vogliono distinguere tra la contestazione al presidente e il sostegno ai giocatori. Domani la verifica del confronto con i comunque numerosi sostenitori di Preziosi, contenti per i dieci anni in A.