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Cinghiali, il Movimento Animalista della Brambilla contro la “licenza di uccidere”

Sotto accusa, come prevedibile, il ricorso ai metodi cruenti. La promessa degli animalisti è la "vigilanza contro questi metodi"

Genova. Non si fa attendere la reazione (a destra) degli animalisti: il coordinamento ligure del movimento fondato dall’ex ministro forzista Michela Vittoria Brambilla condanna l’ordinanza che prevede la “licenza di uccidere”.

Lo precisa il consigliere Francesco Maresca, coordinatore regionale del Movimento: “Abbiamo sempre detto – sottolinea – che il problema va risolto con metodi non cruenti, peraltro contemplati dall’ordinanza stessa, come recinzioni metalliche elettrificate nelle zone collinari e preparati sterilizzanti. Quindi vigileremo perché l’ordinanza sia applicata senza ricorrere all’extrema ratio dell’uccisione degli animali”.

“Non va dimenticato – conclude Maresca – che l’attuale emergenza trae origine da vecchi ripopolamenti abusivi di ungulati sul territorio genovese: non è giusto che gli animali paghino per gli abusi di chi voleva più prede da cacciare e perciò ha alterato gli equilibri e ha finito col mettere in pericolo anche la sicurezza delle persone”.

Non è il primo mal di pancia sul tema nell’area di centro destra; chissà se gli ungulati “annuseranno” la situazione, e in via precauzionale decideranno di rimanere nei boschi abbandonando le città?