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Carmagnani e Superba, i sindacati al contrattacco: “80 famiglie a rischio, non staremo a guardare”

Dopo il niet di Marco Bucci, arriva la denuncia dei sindacati: "Chiediamo atto di responsabilità alle istituzioni"

Genova. Si accende il dibattito sul progetto di spostare e ampliare gli impianti dei depositi petrolchimici di Carmagnani e Superba. Dopo il “niet” di Marco Bucci, arriva il contrattacco dei sindacati del lavoratori degli impianti in questione: “Se non ci sarà lo spostamento, le ditte saranno costrette ad abbandonare Genova: 80 famiglie sono a rischio, non staremo in silenzio”.

Secondo il sindacato il sito “fu collocato sul mare non per un capriccio industriale, ma perché era richiesto dalla tipologia dei prodotti. L’attività è considerata strategica e per questo motivo è presente in tutti i principali porti del Mediterraneo e dei Mari del Nord. Il fatto che due aziende di questa importanza intendano investire sul territorio aumentando l’occupazione è un fatto piuttosto raro nella nostra città – osservano attraverso una nota stampa – fatto che merita una considerazione seria da parte della politica”.

Per questo motivo le maestranze sono rimaste particolarmente “stupite” della stroncatura del sindaco Marco Bucci, anticipate da Genova24: “La Filctem Cgil chiede alla politica e alle istituzioni una assunzione di responsabilità che coniughi sviluppo e sostenibilità aziendale ed auspica che questa proposta o qualsiasi altra soluzione che tenga sul territorio le due aziende debba essere perseguita concretamente in tempi brevi. Dalle dichiarazioni di Superba infatti si è compreso che se non si deciderà in fretta, l’Azienda non solo rinuncerà ad investire su Genova, ma essendo l’attuale sito non più idoneo e produttivo, in breve tempo chiuderà l’attività con il risultato paradossale di perdere investimenti, nuovi posti di lavoro e trovarsi invece con esuberi di personale altamente qualificato”.

Anche il delicato tema del lavoro, quindi, entra in questa discussione: “Il sindacato non starà a guardare” è la promessa dei lavoratori di Superba e Carmangni. Alle istituzioni ora il duro compito del calcolo politico, economico, ambientale e umani delle eventuali conseguenze delle diverse opzioni in campo.