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Amt, i timori dei sindacati: “Condividiamo l’in house ma servono tempi certi e investimenti”

I sindacati auditi in commissione: domani o giovedì la delibera in consiglio

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Genova. “Aspettiamo i provvedimenti effettivi. Non è che non ci fidiamo di quanto dichiara l’amministrazione ma i tempi sono così stretti e non vorremmo ritrovarci poi a dover tornare indietro quando è troppo tardi. Siamo per affidamento in house e vogliamo che questa avvenga con i relativi investimenti”. Edgardo Fano della Faisa Cisal riassume così le preoccupazioni dei sindacati di Amt che questo pomeriggio sono stati auditi in commissione a Tursi in vista della delibera che avvia la procedura per l’affidamento diretto (cioè senza gara, al contrario di quanto prevede la legge regionale) del trasporto pubblico locale che sarà votata domani o giovedì mattina in consiglio comunale.

I sindacati sono preoccupati anzitutto dalla tempistica: “La legge prevede sanzioni per chi non abbia licenziato una procedura di gara entro il 31 dicembre oppure non abbia ‘affidato’ il servizio in house entro il 30 settembre” spiega il sindacalista. Da Tursi il sindaco Bucci aveva spiegato che avviare la procedura di affidamento entro il 30 settembre li avrebbe messi al riparo da eventuali sanzioni, come fosse una sorta di proroga implicita, ma non tutti sono convinti che sia così liscia.

“Poii c’è la questione di Atp – spiega ancora Fano – visto che la scadenza del 30 settembre prevede che entro quella data in base alla legge Madia vengano liquidate le società senza dipendenti come è il caso di Atp Spa, e di questo discuterà il consiglio metropolitano di mercoledì 27”. Altra cosa è invece la fusione delle due aziende che gestiscono il servizio: visto che la delibera parla di un soggetto pubblico al 100% non è possibile prevedere che Amt si fonda con Atp Srl che ha dentro ancora i privati di Autoguidovie. La soluzione? “Forse che ci siano due lotti, uno urbano affidato ad Amt e uno extraurbano dove la società Amt-Atp spa affida in subappalto ad Atp srl il trasporto provinciale” ipotizza Fano. Ma sono proprio questi i tanti dubbi dei sindacati, compresi quelli relativi agli investimenti: “Francamente siamo ancora abbastanza confusi – sentenzia Santo Pugliese, Fit Cisl – e in ballo c’è una circa che può arrivare fino a 30 milioni di euro se arriveranno le sanzioni per cui chiediamo chiarezza”.

“Il vicesindaco Balleari – prosegue Fano – ha ribadito la necessità di ridurre di un euro al chilometro il costo del servizio. Secondo noi si può fare grazie agli investimenti per esempio nella manutenzione o in nuovi bus, non certamente toccando il costo del lavoro. In quel caso pubblico o privato, abbiamo avvertito il Comune che noi saremo qui a difendere i lavoratori”.