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Amt, dal consiglio comunale primo sì all’affidamento diretto del trasporto pubblico. Bucci: “Mio dovere verso la città difendere azienda pubblica”

A votare sì, insieme alla maggioranza, anche Putti e il M5S. Domani analoga delibera in città metropolitana

Genova. Il consiglio comunale di Genova ha approvato le linee di indirizzo per l’affidamento in house del trasporto pubblico locale ad Amt. A votare a favore, oltre alla maggioranza, sono stati Paolo Putti di Chiamami Genova e il M5S. Astenuta la lista Crivello. Contrario il Pd a causa della mancanza di risorse certe. Applausi dai sindacati che hanno però chiesto che arrivino i fondi per gli investimenti. “Siamo contenti che si vada verso l’affidamento in house – commenta Edgardo Fano della Faisa Cisal – ma questo è un film che oggi è appena cominciato. Erano anni che i tranvieri non applaudivano il sindaco, ma per questo la giunta deve sapere che si è assunta una responsabilità pesante”.

Scuola via Lodi, sopra rimessa Gavette

La delibera è stata presentata in aula dal sindaco Marco Bucci. “Oggi abbiamo di fronte due strade – ha detto il sindaco – una facilissima per chi sta nell’amministrazione ma un po’ più difficile per chi sta in azienda,un’altra strada che è molto più difficile per l’amministrazione perché c’è da fare molto lavoro,per non incappare nelle trappole delle leggi. Noi ci sentiamo di farlo perché vogliamo difendere l’azienda pubblica, fare in modo che ritorni ad essere l’Amt che c’era una volta e troveremo i fondi per farlo”. “Quali probabilità di successo abbiamo – si è chiesto Bucci guardando i lavoratori sugli spalti, preoccupati che l’operazione possa non andare a buon fine – L’85-90% circa. C’è la possibilità che non ci riusciamo fino in fondo? Forse sì ma ritengo mio dovere verso la città e verso i lavoratori di Amt provarci”.

La delibera approvata definisce le “linee d’indirizzo finalizzate all’ottenimento dell’affidamento diretto da parte dell’Ato del servizio di trasporto pubblico locale nel bacino metropolitano genovese”. In pratica Bucci vuole affidare tramite la città metropolitana, che è l’ente competente, il servizio in house a un “unico soggetto pubblico”, che nascerà dalla fusione di Amt e Atp spa (la cui fusione per incorporazione verrà votata domani dal consiglio metropolitano), “al fine di tutelare il valore investito dagli enti nelle società oggi operanti, la loro continuità aziendale, il livello occupazionale e la definizione di più alti standard prestazioni per l’utenza in virtù delle possibili sinergie ed economie di scala industriali”.

Domani appunto in città metropolitana, oltre alla fusione per incorporazione, a causa delle scadenze imposte dal decreto Madia, di Atp spa (azienda senza dipendenti) in Amt, verrà votata anche un’analoga delibera d’indirizzo che avvia il processo per affidare il servizio di trasporto pubblico metropolitano “a un unico gestore secondo il modello di in house providing“.

Bucci ha bocciato l’emendamento proposto dal Pd in cui si chiedeva che 35 milioni di euro, cioè la metà delle risorse che arriveranno dopo la cessione delle quote di Iren, vada in investimenti per il tpl: “Non vogliamo limitarci a questo – ha detto Bucci in aula, vincolandoci a una specifica fonte di risorse”. Come dire, speriamo di recuperarne ancora di più. Quali e come? La domanda per ora resta senza risposte certe.