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Aggrediva persone aizzando il proprio pitbull, scovato grazie a Facebook: denunciato

L'uomo è un cittadino marocchino di 43 anni, ora il cane potrebbe essergli tolto

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Genova. Un uomo di 43 anni, marocchino, che aveva aggredito e malmenato tre persone e che aveva aizzato contro di loro un pitbull è stato identificato e denunciato dalla Polizia per lesioni e minacce gravi. Le indagini sono state portate avanti dal commissariato Centro, dove le vittime avevano sporto denuncia.

L’uomo, domiciliato nella casa della fidanzata al Cep di Pra’, è stato identificato grazie ai post che ritraevano il suo cane e i commenti sulle aggressioni su un profilo Facebook aperto sotto falso nome. Gli agenti stanno valutando con gli ispettori del servizio veterinario della Asl3 se esistono i presupposti per togliere il cane all’uomo che potrebbe venir denunciato anche di omessa custodia dell’animale.

L’uomo, con il suo pitbull, lo scorso 27 agosto si è reso protagonista di tre aggressioni nel centro storico nei confronti di altrettante persone, tutte medicate in ospedale per i morsi provocati dal cane.

La prima aggressione, in via Pré alle 15.30, era stata nei confronti di un 43enne marocchino, morso alla coscia dal cane e medicato con una prognosi di 7 giorni. Un quanto d’ora dopo, nella medesima via, stessa sorte era toccata ad un cittadino marocchino di 62 anni, anch’egli medicato con 10 giorni di prognosi poiché morso alla gamba. L’ultima aggressione intorno alle 16.00 a bordo dell’autobus della linea 13, appena partito dal capolinea di Via Turati. La vittima, un 58enne ecuadoriano, senza alcun motivo apparente, era stato minacciato di morte e percosso violentemente al volto dal proprio aggressore, mentre il cane lo mordeva all’addome. La zuffa era proseguita in strada, dove l’ecuadoriano aveva provato a inseguire il contendente, che era riuscito a dileguarsi nei vicoli del centro storico, fino all’intervento degli agenti delle volanti, che lo hanno soccorso. Anche per lui 7 giorni di prognosi per le ferite riportate.

Quest’ultimo episodio è stato documentato da diversi passanti che hanno fornito al commissariato le immagini dell’aggressore. Determinante, per risalire all’identità del reo, la scoperta da parte degli investigatori di un profilo Facebook, che lo stesso aveva aperto costruendosi una falsa identità. Le amicizie, però, erano vere e in particolare è balzato all’occhio il nome di una donna conosciuta dai poliziotti per i suoi precedenti per detenzione e spaccio di stupefacenti.

La successiva verifica delle persone identificate in compagnia della donna durante i servizi di controllo del territorio ha consentito di risalire all’identità dell’aggressore, riconosciuto dalle due vittime di via Pré e perfettamente corrispondente alle immagini dei filmati di via Turati.