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Temperature record e viaggi “infernali”: pendolari esasperati, il clima nei treni è bollente

La provocazione: "Chiudiamo le linee ferroviarie (perlomeno quelle dei poveri, ovvero quelle in cui circolano regionali e Intercity) da giugno a settembre?”

Liguria. Rottamazione (entro 4 anni) di tutte le carrozze 901 (Intercity), materiale nuovo e soprattutto, impianti di climatizzazione efficienti e adatti a funzionare anche in presenza di temperature esterne di 50 gradi.

E’ la serrata battaglia promessa da Assoutenti, in concomitanza con la grave ondata di calore che ha colpito l’Italia, Liguria compresa, e con la rabbia dei pendolari liguri alle prese con veri e propri viaggi infernali. Sono sempre più numerose le lamentele di chi per lavoro, svago, o necessità sceglie il treno come mezzo per spostarsi e si ritrova in “un forno a legna”, con gli impianti dell’aria condizionata sempre fuori uso (tranne alcune carrozze in cui invece si sfiora il gelo), i vagoni affollati e improbabili finestrini aperti. Una storia che si ripete da anni, e che nel 2015 di questi tempi, portò i pendolari liguri a presentare un esposto in Procura.

Gli impianti di climatizzazione delle carrozze 901 (implementati 10 anni fa su carrozze vecchie di 40 o 50 anni) sono assolutamente insufficienti a garantire temperature accettabili in carrozza in presenza di temperature esterne superiori ai 30 gradi – spiega l’associazione di consumatori – O vanno in blocco o non climatizzano in maniera sufficiente. Il revamping attuato sulle vetuste carrozze IC all’inizio degli anni 2000 ha previsto la sostituzione dei vecchi impianti con altri che però sfruttavano le vecchie canaline laterali. Qualsiasi esperto di climatizzazione afferma che questi impianti sono ridicoli. Poche bocchette e tutte installate in prossimità dei finestrini. Risultato? Nel migliore dei casi gelo al viaggiatore seduto lato finestrino e sudore per il viaggiatore lato corridoio…. Nel peggiore dei casi sudore per entrambi”.

E il caldo africano di questi giorni, va detto, non sarà un’eccezione. “Dovremo abituarci a lunghe estati caratterizzate da temperature torride dove i 40 gradi saranno la normalità – sottolineano i pendolari – E che facciamo? Chiudiamo le linee ferroviarie (perlomeno quelle dei poveri, ovvero quelle in cui circolano regionali e Intercity) da giugno a settembre?

Per far ritardare la rottamazione delle carrozze 901 e vederle circolare ancora 10 anni (così da arrivare alla soglia dei 60 anni di vita) c’è un’unica soluzione, secondo Assoutenti: fare una profonda ristrutturazione con l’installazione di nuovi impianti di climatizzazione molto più potenti degli attuali e dotati di numerose bocchette con getti dall’alto verso il basso .

Con 40 gradi gli impianti vanno in blocco” non è più una risposta accettabile, così come non è ammissibile che si dica che in presenza di queste temperature i locomotori e le infrastrutture soffrano – l’ironia amara dei pendolari – Evidentemente in Trenitalia sono tutti discepoli di Trump: il riscaldamento globale non esiste..”.