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‘Ndrangheta a Lavagna, case, auto e conti correnti per 4 milioni sequestrati a Rodà e Paltrinieri

"E’ il tassello - spiega il dirigente dello Sco Alessandro Carmeli - che chiude la saga dei conti della località del levante - dopo gli arresti di un anno fa e quelli ulteriori compiuti nel marzo di quest’anno”

Genova. Cinque appartamenti, quattro garage, tre locali commerciali, cinque auto e venti conti correnti per un totale di quasi quattro milioni di euro. E’ il risultato del decreto di sequestro in vi di urgenza chiesto dal questore di Genova Sergio Bracco che questa mattina ha avuto l’ok del tribunale di Genova e che va a intaccare pesantemente il patrimonio della ’ndrine dei Rodà-Casile in provincia di Genova.

'Ndrangheta a Lavagna, polizia

“E’ l’ultimo tassello – ha spiegato il dirigente dello Sco Alessandro Carmeli – che chiude la saga dei conti di Lavagna – dopo gli arresti di un anno fa e quelli ulteriori compiuti nel marzo di quest’anno” L’ampia operazione della squadra mobile, che aveva portato fra l’altro all’arresto dell’allora sindaco di Lavagna, e di altre dieci persone e parecchi indagati e che ha già portato a una prima condanna in abbreviato per Antonio Rodà a 14 anni e otto mesi di reclusione.

Il sequestro operato questa mattina dagli uomini della squadra mobile diretta da Marco Calì attacca i beni in particolare di Antonio Francesco Rodà e Paolo Paltrinieri, considerati “gli attori principali di questo gruppo che in Liguria operava con metodo mafioso” spiega il dirigente della squadra mobile rispetto ai quali “non solo sussistono i presupposti oggettivi di pericolosità sociale ma anche la capacità di radicarsi sul territorio e investire in attività lecite: società, video lottery e beni immobili.

Ancora: nonostante fossero in carcere i Rodà e Paltrinieri sono riusciti ad accumulare nuova ricchezza con 9 nuovi conti correnti e un’auto per un totale di 135 mila euro accumulati in questi ultimi mesi. Alla conferenza stampa per raccontare l’operazione ha partecipato anche il questore Sergio Bracco che ha sottolineato come “il modo migliore di contrastare queste organizzazione sono i sequestri ancora più degli arresti in modo da togliere alla criminalità organizzata il terremo sotto i piedi”.

In dettaglio i beni sequestrati sono 5 appartamenti a Lavagna, Sestri levante e Milano, quattro garage a Lavagna e Milano, tre locali commerciali tra cui un internetpoint con un bar e il locale ‘Lo sfizietto’ nel centro di Sestri levante. Venti conti correnti appunto e cinque anto fra cui due Mercedes.

Il processo a carico di Rodà, Paltrinieri e fra gli altri l’ex sindaco di Lavagna Giuseppe Sanguineti accusati a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso, abuso d’ufficio, traffico illecito di rifiuti, droga, usura, riciclaggio e intestazione fittizia di beni, comincerà a settembre.