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Da Morego a Stoccolma, premio europeo per il direttore di nanochimica dell’Iit

Liberato Manna, 46 anni, Direttore di Nanochimica in IIT da 8 anni, vanta 318 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali con oltre 22.000 citazioni per un H-index pari a 68

Genova. Liberato Manna, 46 anni, da 8 in IIT, si aggiudica l’EAM Award, il prestigioso riconoscimento assegnato dall’International Association of Advanced Materials (IAAM) al ricercatore europeo più influente nel campo dei nuovi materiali. Il premio verrà assegnato il 22 agosto, in occasione dell’European Advanced Material Congress (EAMC), a Stoccolma (Svezia) da una giuria internazionale sulla base delle pubblicazioni e dei contributi dati alla ricerca negli ultimi dieci anni.

Manna, Direttore di Nanochimica all’IIT dal 2009, è autore di oltre 300 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali citate più di 20.000 volte. Lo scienziato ha un H index pari a 68, tale parametro indica l’influenza a livello mondiale del lavoro svolto da un ricercatore durante la sua carriera.

Liberato Manna attualmente si occupa dello studio e della realizzazione di nuovi materiali quali i nanocristalli inorganici, affrontati dal punto di vista del processo di fabbricazione e della loro interazione con l’ambiente circostante. Tra le macrotematiche trattate dal ricercatore il fotovoltaico di terza generazione basato su perovskiti e lo sviluppo di materiali innovativi dedicati ad un’ampia gamma di dispositivi elettronici e ottici.

Nel 2011 Manna è stato nominato tra i primi 100 chimici al Mondo posizionandosi al 24esimo posto per impatto scientifico delle pubblicazioni rilasciate negli ultimi 10 anni dal suo gruppo di ricerca. Inoltre, dal suo arrivo in IIT, si è aggiudicato due premi dell’European Research Council (ERC): il primo nel 2009 con un finanziamento da 1,3 milioni di euro per la realizzazione di nanomateriali con proprietà avanzate e il secondo di 2,4 milioni di euro nel 2014 per studiare il comportamento chimico-fisico dei nanocristalli colloidali. L’ERC è l’organismo dell’Unione europea che finanzia i ricercatori di eccellenza di qualsiasi età e nazionalità che intendono svolgere attività di ricerca di frontiera negli Stati membri dell’UE o nei paesi associati.

Nato nel 1971 in Venezuela, da genitori italiani immigrati, Liberato Manna torna in Italia dove si laurea nel 1996 in Chimica presso l’Università di Bari. Nel 2001 Manna consegue il dottorato in chimica presso la medesima Università. Per 4 anni ha lavorato presso la University of California Berkeley (USA) e, successivamente, presso il Laboratorio di Nanotecnologia del CNR-INFM di Lecce, di cui è diventato Responsabile nel 2006. Da novembre 2010 è anche professore al Kavli Institute of Nanoscience alla University of Technology a Delft (Olanda).

Liberato Manna ha raggiunto importanti traguardi durante la sua carriera tra cui nel 2002 il “Lawrence Berkeley Lab (LBL) Technology Transfer” award, nel 2007 l’“INFM giovani ricercatori”, nel 2009 l’“R&D 100” award come membro del team del Laboratorio LBL Berkeley per “Nanocrystal Solar Cells”, ovvero ricerche in materiali innovativi con applicazione nelle celle solari, nel 2011 il “Journal of Material Chemistry lecturship” award, nel 2013 l’“2013 Early-Career Award in Experimental Physical Chemistry” da parte della Physical Chemistry Division dell’American Chemistry Society (ACS)