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Bocconi avvelenati a Oregina, il quartiere in allerta dopo il ritrovamento dei cinghiali morti fotogallery

Qualcuno su Facebook parla di ronde, altri hanno stampato cartelli. Intanto è mistero sul terzo ungulato trovato senza vita, la cui presunta carcassa è scomparsa nel nulla

Genova. Qualcuno su Facebook parla addirittura di ronde, altri hanno stampato cartelli per ricordare che ci sono divieti ben precisi per chi avvelena gli animali. Dopo le due morti sospette di cuccioli di cinghiale in via Olivari, nel quartiere di Oregina, sulla terza che era stata denunciata sui social, con tanto di foto, ci sono dubbi visto che il corpo dell’animale al mattino era scomparso. Cresce l’allarme per i “bocconi avvelenati” e per il rischio che possano fare vittima anche tra gli animali domestici.

Attorno alla zona dove il 10 agosto erano stati trovati i cinghiali morti sono stati affissi numerosi manifesti per mettere in guardia sia i proprietari di cani sia gli eventuali avvelenatori. “A seguito di segnalazioni relative all’avvelenamento accertato e alla morte di due cinghiali cuccioli è uno adulto – è scritto sull’avviso – e all’apertura di un inchiesta da parte della procura richiamiamo l’attenzione dei cittadini a verificare la presenza di eventuali persone sospette, bocconi e spugne segnalando alle autorità competenti tramite in numero 112”.

Il manifesto ricorda anche che l’uso di esche alimentari avvelenate è un reato è un gesto crudele, ne provoca atroci sofferenze agli animali oltre a essere pericoloso per gli umani e per l’ambiente, citando gli articoli di legge relativi a queste tematiche e comunicando che “sono attive squadre di controllo che monitorano la zona per denunciare qualsiasi trasgressione”.

Dello stesso tenore un secondo manifesto, affisso sempre nella stessa zona, ma in questo caso firmato da “Ambiente Legalità Fauna”. In questo volantino si ricorda come sia dovere di ogni cittadino denunciare reati come gli atti di bracconaggio ricordando tutte quelle situazioni che possano far pensare di trovarsi di fronte a questo tipo di reato. Anche in questo caso, comunque, l’invito è quello di avvertire le autorità attraverso il numero unico di emergenza.

Intanto rimane il mistero sul terzo cinghiale avvelenato, la cui fotografia era stata postata sui social network alimentando l’allarme nella zona. Al mattino, infatti, la carcassa dell’animale era sparita dalla strada e questo non aveva permesso di fare i rilevamenti del caso. Una squadra di volontari ha allargato le ricerche anche ai boschi vicini ma senza risultato. L’ipotesi più probabile è quella di un momentaneo malore dell’animale che, nella notte, potrebbe essersi ripreso è allontanato da via Olivari.