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Amt, incontro fra Comune e sindacati: l’obbiettivo è mantenere l’azienda “in house”

Per questo ci sarà un nuovo tavolo di confronto l'11 agosto. Convitato di pietra l'amministratore unico Livio Ravera

Genova. Un nuovo incontro il prossimo 11 agosto per iniziare a parlare in maniera concreta dei modi per mantenere “in house” Amt (senza cioè dover procedere con affidamento del servizio attraverso gara). Questo l’esito del tavolo che si è tenuto oggi a palazzo Tursi tra l’assessore alla Mobilità del il Comune di Genova Stefano Balleari e i sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e UglFna.

“L’obbiettivo del Comune è mantenere l’azienda pubblica – ha ribadito Balleari – ora dobbiamo fare rete e capire in che modo”. E’ importante che l’affidamento “in house” avvenga entro il 30 settembre. Perché in base al decreto 50/2017, modificato a giugno, le aziende di servizio di trasporto pubblico locale “in house” non sarebbero toccate da alcuni tagli ai finanziamenti statali pari al 15% del valore del contratto di servizio.

“Stiamo parlando di cifre importanti – dice Edgardo Fano, segretario provinciale della Faisa Cisal – anche per questo sarebbe importante centrare l’obbiettivo. E per questo dovremmo affrontare, nel prossimo incontro, i temi della verifica della legislazione del TPL. La ricognizione normativa deve avvenire in tempi utili. I ritardi non potranno essere considerati alibi”. Anche perché il 31 dicembre 2017 scade il contratto di servizio di Amt, già in regime di proroga da due anno.

Sono già stati fissati altri incontri, dedicati a temi specifici, tutti molto importanti. L’8 settembre si discuterà di fondo prepensionamenti, assunzioni e internalizzazioni; il 15 settembre del parco mezzi e degli investimenti programmati; il 29 settembre di manutenzione, logistica e revisione rete e il 13 ottobre di contrasto all’evasione tariffaria.

Tutti temi estremamente legati tra loro. Perché sia consentito l’affidamento in house sarà necessario rispettare alcuni parametri come quelli indicati nella direttiva europea 1370. Per esempio dovranno migliorare i conti e quindi il costo aziendale. Come? Attraverso efficientamenti, risparmi sugli sprechi e investimenti sui mezzi. Ma nello specifico una strategia ancora non è definita.

“La volontà di tenere l’azienda in mano pubblica c’è – dice Antonio Canavacciuolo, della Uiltrasporti – almeno da parte nostra, e da parte del Comune, abbiamo fatto presente all’assessore che tutti dobbiamo remare dalla stessa parte, dirigenti aziendali compresi. La sua risposta è stata chiara: l’amministratore unico di Amt farà ciò che gli sarà indicato l’azionista di maggioranza, ossia il Comune”. Il riferimento neppure troppo velato è a Livio Ravera, che riveste anche un ruolo di rilievo in Agens, agenzia confederale dei trasporti e servizi che ha al suo interno società come Busitalia-Sita Nord, Busitalia Veneto, Autoguidovie, Italferr, Serfer, Trenord.

“Le intenzioni sono condivise – dice Camillo Costanzo, Filt Cgil – ma bisogna trovare delle strategie concrete e capire come recuperare sui costi senza agire sulla pelle dei lavoratori”.