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Walk the Line, la storia continua. Domani al via i graffiti per i piloni 101 e 105

Nuovi interventi per la coloritura della sopraelevata: a Genova arrivano Orion 10 e Joys

Ancora un’altra tappa verso il traguardo del compimento di Walk The line, l’opera collettiva di arte urbana che sta cambiando la faccia per sempre alla Sopraelevata di Genova, con la “coloritura” dei piloni realizzata grazie alle performance artistiche di decine di writers , nazionali e non , che hanno risposto alla chiamata.

Vere e proprie opere d’arte, capaci anche di fare polemica e creare dibattito; un segnale, questo, che potrebbe essere interpretato come cartina torna sole della “bontà” dell’operazione, visto che la Storia dell’arte ci insegna che i più grandi “interventi” sono sempre stati accompagnati da “grandi polemiche”.

Sabato e domenica prossima toccherà ai piloni 101 e 105 venire trasformati da brutti anatroccoli in opere d’arte a cura rispettivamente di Orion 10 e Joys, che lavorano entrambi a uno stile di writing geometrico.

Vediamo il dettaglio: Orion 10, che si occuperà del pilone 101, vive e lavora a Padova, classe 1975, Fin dai primi anni ’90 ha cercato di dare originalità al proprio lettering con uno studio basato sul taglio dei piani per ricavarne lettere. Inizialmente i suoi lavori avevano forme semplici e morbide facilmente leggibili, suscitando per questo l’interesse di un pubblico che spesso si trova in difficoltà a tradurre il linguaggio dei Writers. In seguito, grazie all’esperienza maturata con la partecipazione a diversi festival di graffiti in Italia, Europa ed America Latina, inizia a ricavare il proprio lettering incastrando stick geometrici e creando forme che riportano all’architettura, più che alla leggibilità del proprio nome.

Joys, padovano classe 1974, trasformerà il pilone 105. Il writer ha Iniziato la sua carriera artistica negli anni novanta: come molti writers comincia scrivendo il suo nome sul muro e focalizza la sua ricerca sul lettering, prima come esigenza di esistenza poi trasformandosi in esigenza di evoluzione. Espande velocemente il suo lavoro arricchendolo di spessore e matericità. La sua ricerca va oltre le due dimensioni e acquista nel tempo una plasticità che si appropria del territorio e della fruizione di un pubblico involontario e inconsapevole. In bilico tra undeground e istituzionale, la ricerca di Joys è stata riconosciuta dagli addetti ai lavori del sistema dell’arte come inedita e personalissima grazie anche al suo maniacale studio del lettering.

Nei prossimi giorni, quindi, un altro appuntamento con l’arte e con in nuovo colori che arricchiranno Genova.