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Tutti al mare

Spiagge libere a numero chiuso? No, è questione di marketing

La risposta delle neo-assessori Serafini e Bordilli alla proposta che aleggia dopo il caso "Cinque Terre"

quinto spiaggia

A Genova niente spiagge a numero chiuso, ne ora ne mai. Questa la risposta genovese alla proposta di alcune località della riviera di ponente di un eventuale “numero chiuso” per l’accesso alla libera balneazione, in stile Cinque Terre.

Ma le 30 spiagge libere del Comune di Genova, sono “opportunità da non perdere”, e il numero chiuso non ha senso. Lo dice Elisa Serafini, fresca di nomina all’assessorato al Marketing Territoriale e alla Politiche Giovanili, che aggiunge: “I visitatori portano indotto per le nostre attività commerciali. Ogni famiglia può spendere dai 25 fino ai 90 euro sul territorio, in una sola giornata, soldi che rimangono nelle tasche dei genovesi e che contribuiscono allo sviluppo economico e occupazionale della città.”

Dello stesso avviso Paolo Bordilli, neo-assessore al Turismo: “Le porte delle nostre spiagge sono aperte ai turisti, alle famiglie, e a chi cerca un po’ di sollievo dalla calura estiva, e lo saranno sempre – e, aggiunge – Fortunatamente abbiamo gli spazi necessari ad assorbire la domanda”.

A pochi giorni dall’incarico, ovviamente, è presto per tracciare un progetto dettagliato, ma secondo la Serafini la direzione è chiara: “Sul sito VisitGenoa.it sono già elencate oltre 30 spiagge libere, utilizzeremo i migliori strumenti digitali, dai social alle webcam, per promuovere ancora meglio il nostro territorio”

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