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Il robbotino “iCub” diventa grande, tra qualche anno lo troveremo anche nei centri commerciali fotogallery

Genova. iCub, il robot bambino prodotto dall’Istituto Italiano di tecnologia di Morego cresce e diventa adolescente. Il nuovo progetto su cui si sta lavorando, infatti, per cominciare diventa autonomo, e quindi senza più il cavo che lo legava ai computer ma con batterie e Wi-Fi per collegarsi al cloud e diventare completamente autonomo.

Robot iit

E poi, visto che la crescita non sarà solo “virtuale”, iCub avrà anche gambe più lunghe per essere più performante e avere una migliore resistenza. Caratteristiche che permetteranno al nuovo robot di essere sperimentato in ambiente assieme alle persone e avrà la necessità di interagire continuamente con l’essere umano.

“Adesso stiamo sperimentando nuovi software sul modello precedente, che saranno trasferiti anche sul nuovo iCube – spiega Giorgio Metta, vicedirettore scientifico dell’Iit – ma avevamo bisogno proprio di performance fisiche migliori e per questo abbiamo deciso di riprogettarlo dandogli anche una capacità di essere più resistente anche in caso di impatto, nel caso l’ambiente circostante non sia così favorevole, o di errori che lo fanno picchiare da qualche parte”.

Passaggi che sono preparatori di un nuovo futuro per questo tipo di robot che, nel giro di pochi anni, potrebbero diventare una presenza abbastanza comune della nostra vita quotidiana. “Stiamo pensando a come tradurre la tecnologia di iCub in qualcosa di accessibile – prosegue Metta – quindi con un costo più basso, con la possibilità di essere replicato in grandi quantità per diventare, alla fine, un prodotto.

I nostri software e i nostri studi sull’intelligenza artificiale possono essere portati su una macchina che arriverà a costare come un elettrodomestico, magari di quelli belli, e che possa così raggiungere il mercato”.

E allora, da iCub spariscono le gambe, molto complesse, che diventano semplici ruote, la struttura viene fatta in lamiera e il viso, quasi umano, diventa uno schermo. Operazioni che potranno abbassare i costi di produzione e che permetteranno un ingresso nella vita di tutti i giorni.

“Pensiamo che in 5 anni si potranno già vedere applicazioni molto specifiche per questo tipo di robotica – conclude Metta – per cui vedremo qualche installazione pilota, apparizioni nei centri commerciali. Non saranno ovunque ma sarà un primo tentativo di farli interagire con noi e, se il sistema decolla, si potrà arrivare realmente al mercato consumer”.