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Querelle sui presunti falsi Modigliani, la Procura sequestra i quadri, la mostra chiude oggi fotogallery

"Per rispetto dei nostri visitatori - scrivono in una nota da Palazzo Ducale - ma ci consideriamo parte lesa".

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Genova. “Siamo arrivati da Torino apposta per visitare questa mostra, stamani abbiamo trovato la brutta sorpresa, ancora ieri pomeriggio gli uffici del Ducale ci avevano detto di venire senza problemi”, così un turista commenta la notizia di questa mattina. Ed è solo uno dei tanti.

modigliani

La mostra di Modigliani, che lo scorso weekend aveva raggiunto i 100 mila visitatori, chiude in anticipo (l’ultimo giorno avrebbe dovuto essere domenica) per decisione della direzione del Ducale. L’inchiesta sui presunti falsi, nata dopo una querelle tra critici d’arte e organizzatori dell’esposizione, ha portato – questa mattina – la Procura di Genova a disporre il sequestro delle opere “sospette”.

Questa la nota ufficiale emessa da Palazzo Ducale: “Palazzo Ducale prende atto dell’iniziativa della Procura di Genova, alla quale ha fornito come doveroso la massima collaborazione. In conseguenza del procedimento in corso e indipendentemente dalle sue evoluzioni e da come si concluderà, Palazzo Ducale ha subito consistenti danni d’immagine e materiali (e rischia di subirne ulteriori) e si configura esclusivamente come parte lesa. Palazzo Ducale rimarca di non avere organizzato direttamente la mostra avendone commissionato la realizzazione e la selezione delle opere, a un partner di prestigio nazionale e internazionale come MondoMostre Skira con cui, da anni, ha avviato una consolidata e importante collaborazione a partire dalle mostre “Frida Kahlo” e “Da Van Gogh a Picasso. Capolavori dal Museo di Detroit”, quarta mostra italiana per numero di visitatori nel 2016. MondoMostre Skira ha scelto un curatore, Rudy Chiappini, per oltre 20 anni direttore del Museo d’ Arte di Lugano, curatore riconosciuto di mostre di respiro internazionale, tra cui anche su Modigliani, e mai in alcun modo discusso dalla comunità scientifica. Per questo Palazzo Ducale ritiene di aver operato con i tradizionali criteri di prudenza e di attenzione sia con l’individuazione di un partner di grande esperienza internazionale (nei confronti del quale e del suo presidente Massimo Vitta Zelman, alla luce della positiva esperienza maturata negli anni, non può che esprimere piena fiducia) sia accettando una curatela scientificamente riconosciuta. Palazzo Ducale conferma la propria fiducia nella magistratura e si riserva di tutelare in ogni sede i propri diritti e la propria immagine. Palazzo Ducale, a fronte degli accertamenti investigativi ancora in corso, sceglie autonomamente per rispetto del pubblico e dei visitatori di anticipare di tre giorni la conclusione della mostra che pertanto da oggi non sarà più visitabile“.

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Le opere contestate. Le sette opere messe in discussione sono i quadri ‘Cariatide rossa/Gli sposi’, ‘Ritratto di Chaim Soutine’, ‘Nudo disteso (Ritratto di Ce’line Howard)’, ‘Testa di donna-Ritratto di Hanka Zborowska’, ‘Ritratto femminile’ e ‘Ritratto di Maria’ e il disegno ‘Ritratto di Moise Kisling’. Il principale curatore della mostra Rudy Chiappini ha spiegato, ad esempio, che di ‘Cariatide rossa’/Gli sposi’ si conosce la proprieta’ dal 1930; negli anni Settanta e’ stata della newyorchese Perls Gallery che ha donato opere di Modigliani al Metropolitan e ci sono anche tre expertise tra cui quella di Anka Zborowska, moglie del maggior mecenate e mercante di Modigliani. Il ‘Ritratto di Chaim Soutine’ e’ stato esposto in due mostre a Pisa e Torino curate dal Centre Pompidou. Il famoso ‘Nudo disteso’, ritratto di Ce’line commissionato dal marito Noel Howard, e’ stato nella sua collezione fino al ’40, e’ stato esposto al Vittoriano e a Bonn e “colori e pigmenti sono stati persino analizzati da un laboratorio tedesco”, dice Chiappini.

Il 29 giugno scorso il procuratore aggiunto Paolo D’Ovidio, nell’ambito dell’inchiesta avviata su presunti falsi di Modigliani esposti a Palazzo Ducale, aveva nominato come perito Isabella Quattrocchi, la professoressa che svelò che alcuni dei quadri posseduti dall’ex Nar (nucleo terroristico di ispirazione neofascista) Massimo Carminati erano falsi. Compito della docente esaminare i dipinti esposti a Palazzo Ducale.

Il giorno prima i Carabinieri del nucleo tutela del patrimonio avevano consegnato ai pm genovesi la relazione della consulente Mariastella Margozzi, storica dell’arte e funzionario del Ministero dei Beni culturali, che sostiene che alcune opere in rassegna sono false. L’inchiesta, per falsificazione di opere a carico di ignoti, era nata dopo un esposto del collezionista d’arte toscano Carlo Pepi consegnato ai carabinieri romani. Era stato lui a sollevare dubbi sull’autenticità e sull’attribuzione di alcune opere esposte supportati da una dichiarazione dello studioso d’arte Marc Restellin