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Pestarono compagno di cella perché parlava italiano, indagate anche due guardie carcerarie

Per la procura i due agenti di polizia penitenziaria non sarebbero intervenuti per fermare il picchiatore: sono indagati per concorso in lesioni

Genova. Hanno picchiato un compagno di cella colpevole di “parlare in italiano” o , forse, di essere un confidente degli agenti di polizia penitenziaria.

L’uomo un marocchino di 35 anni, in carcere a Marassi per rapina, è finito in ospedale con una prognosi di 20 giorni in particolare a causa di una testata. Sul pestaggio, avvenuto a inizio giugno, la procura di Genova ha avviato immediatamente un’inchiesta ascoltando la vittima, alcuni testimoni e visionando le telecamere di sorveglianza del carcere.

Proprio dalle immagini del circuito chiuso della casa circondariale di Marassi, oltre che dalle dichiarazioni della vittima del pestaggio, sarebbe emersa anche una responsabilità seppur indiretta delle guardie penitenziarie che non sarebbero intervenute durante il pestaggio.
Per questo il procuratore aggiunto Vittorio Ranieri Miniati ha indagato due agenti di custodia, che sono stati raggiunti da un avviso di conclusione indagini per concorso in lesioni.

La vittima del pestaggio nel frattempo è stata trasferita nel carcere di Pontedecimo.