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Consorzio fallito

Nodo ferroviario, lavori fermi a opera al 40%: “Massimo ribasso ed errori progettuali, non possono pagare i lavoratori”

I sindacati attaccanno Rfi: "Si faccia carico dei dipendenti ex Fergen"

Genova. Errori progettuali, assegnazioni al massimo ribasso e un consorzio che è fallito quando l’opera non era neppure arrivata a l 40%. E’ la triste storia del nodo ferroviario genovese che avrebbe dovuto essere concluso un anno fa ma è fermo dopo otto varianti, cento modifiche tecniche e un appalto assegnato al massimo ribasso che ha portato alla liquidazione del consorzio che avrebbe dovuto realizzare la gran parte dell’opera. A fare il punto della situazione e soprattutto a parlare del futuro dei 79 lavoratori che si trovano senza salario dopo aver ottenuto la cassa in deroga per sei mesi. Ora non hanno più alcun reddito.

“Entro fine luglio, dopo il fallimento della Fergen – spiega Andrea Tafaria Filca Cisl – sarannoa messi a gara due lotti uno per gli scavi e uno per l’impiantistica andranno a gara. Abbiamo chiesto che non trattasse di un appalto al massimo ribasso, ma sarà comunque una gara a scatola chiusa visto che Rfi non chi ha dato alcuna informazione sui punteggi”.

I lavori potrebbero partire a gennaio prossimo ma nel frattempo serve continuità occupazionale per gli ex dipendenti Fergen: “Noi abbiamo chiesto che Rfi si impegni con un fondo economico per garantire la continuità occupazione per tutti i lavoratori che potrebbero essere impiegati in altri lavori di manutenzione o in lavori socialmente utili” spiega Fabio Marante Fillea Cgil che ricorda.

“Questa è un’opera che racchiude le contraddizioni del sistema dell’affidamento delle opere pubbliche nel nostro paese, riconosciuta come nevralgica per il sistema di trasporto del territorio, finanziata ma affidata ancora una volta con il sistema del massimo ribasso e che oggi rischia ora di essere annoverata tra le oltre 800 opere incompiute del nostro paese dove a pagare sono solo i lavoratori e gli utenti”.

“Il paradosso – aggiunge Mirco Trapasso, Feneal Uil Liguria – è che in 6-7 anni si sono fatti 100 milioni di euro di lavori e siamo al 40% dell’opera complessiva”. Cosa è stato concluso? “A parte una parte del nodo a voltri, sono state scavate la galleria san Tommaso e la galleria Cristoforo Colombo, la zona del Campasso, e in sotterranea gli scavi a Fegino, collegati con le opere complementari per il terzo valico.