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“Nessuno tocchi il BerioCafé!”, la rivolta degli aficionados tra ricordi e speranze

Generazioni di giovani hanno vissuto parte del loro tempo ai tavolini del locale legato alla Biblioteca Berio, ma la gara pubblica di cui ieri sono state aperte le buste rischia di cancellare il progetto creato da Paolo Vanni

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Genova. “Oggi per Genova è un giorno molto triste. Grazie per tutto quello che senza sapere ha fatto per me, Signor Vanni”, scrive Agnese. “Un vero peccato, non ci dimenticheremo di tutti i bei momenti, di quello che ci ha dato il BerioCafé, di quante storie sono passate per quelle sedie”, aggiunge Andrea. “Ho passato 4-5 anni lì dentro. Tra questi anche alcuni intramontabili “31 dicembre” o “2 gennaio”. La vita mi ha portato a Londra ma quel periodo lo porterò per sempre dentro di me”, è il commento di Federico. Solo alcune delle esternazioni di affetto, ricordi condivisi, espressi dagli avventori di ieri e di oggi del BerioCafé, il locale legato al complesso della biblioteca Berio.

Locale che rischia davvero di cambiare volto. Ieri sono state aperte le buste del bando di gara pubblico del Comune di Genova e, dei tre partecipanti – Mentelocale, Berio Ristorazione e Ristobest – uno è stato escluso per un vizio di forma (Mentelocale, ha sbagliato busta, e non è la prima volta), fra gli altri due, la presente società di gestione è stata giudicata positivamente dal punto di vista dell’offerta tecnica, ma la Ristobest ha presentato un’offerta economica che ha inciso maggiormente, aggiudicandosi la gara.

Ristobest è il gruppo che gestisce, a Genova, il bar e il ristorante del Best Western di Sestri Ponente, ma non ha mai svolto un servizio di tipo sociale e ricreativo. Ha però proposto una percentuale di rialzo del 121% rispetto alla base di gara.

“L’assegnazione al momento è provvisoria – dice Paolo Vanni, già esperto di marketing, scopertosi “barista” proprio con l’avvio dell’impresa Berio – il Comune ha 30 giorni di tempo per approfondire i requisiti tecnici e capire se l’offerta economica è giustificata. Speriamo cambi qualcosa”. L’amarezza è tanta per il rischio che un progetto complesso come quello portato avanti in questi anni – non solo un bar, ma un luogo di ritrovo, spazio per incontri, conferenze, mostre e campagne di comunicazione, motore propulsivo di iniziative – sia “impoverito” in ragione di una mera maggiore produttività.

Chissà cosa penserà il Gatto Berio, il micio che per anni ha vissuto negli spazi della biblioteca e dopo essere “sparito” a lungo è tornato misteriosamente a casa. Chissà cosa penserà la neo-assessore a Cultura e Politiche giovanili Elisa Serafini, i cui uffici si occuperanno di valutare il futuro del locale.