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Morta per ecstasy a 16 anni, il padre di uno dei ragazzi arrestati: “Mio figlio non è un criminale”

Marco Rigotti: "Vicino al papà di Adele, noi adulti non facciamo abbastanza per questi ragazzi"

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Genova. “Mio figlio non è un criminale, ha 18 anni è praticamente un bambino”. Marco Rigotti, papà di Gabriele arrestato sabato insieme al 21 enne Sergio Bernardin per la morte della 16 enne chiavarese Adele De Vincenzi, è provato e ancora non si capacita di quanto sia accaduto. Lui gestisce un piccolo albergo a Sestri Levante e Gabriele che studiava elettronica alla scuola professionale di Rapallo, a volte lo aiutava in albergo.

Sabato avrebbe dovuto dare una mano, ma non si è fatto sentire: “Poi è arrivata la telefonata dalla Questura” spiega il padre. “Forse per questi ragazzi, prima di arrivare a queste tragedia dovremmo fare di più noi adulti, sia come genitori sia come istituzioni che dovrebbero fare prevenzione una volta alla settimana”.

Come padre Marco Rigotti ammette: “Non mi sono accorto di nulla” e si rivolge al padre di Adele: “Vorrei dirgli che gli sono vicino”.