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Modigliani, Palazzo Ducale chiede di trasferire le opere sequestrate per preservarle

La richiesta è per garantire la corretta conservazione dei quadri. I legali di alcuni proprietari arrivano in procura per chiedere restituzione

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Genova. La querelle legata ai quadri di Modigliani si arricchisce di un nuovo episodio. Palazzo Ducale, infatti, ha chiesto di trasferire altrove i 21 quadri di Modigliani sequestrati dalla procura di Genova dieci giorni fa nell’ambito dell’inchiesta sui presunti falsi esposti nella mostra dedicata al pittore livornese.

La richiesta, depositata oggi in tribunale, è legata a problemi tecnici all’impianto di climatizzazione. Il guasto potrebbe non garantire la corretta conservazione dei dipinti. In procura oggi sono arrivati anche i legali di alcuni proprietari dei quadri sequestrati per chiederne la restituzione.

L’inchiesta vede indagate tre persone: il curatore della mostra Rudy Chiappini, il presidente di MondoMostre Skira e il collezionista e mercante d’arte Joseph Guttmann, proprietario di alcune delle opere ritenute false. L’indagine dei carabinieri del nucleo tutela del patrimonio artistico, coordinata dall’aggiunto Paolo D’Ovidio e Michele Stagno, è per i reati di truffa aggravata, false opere d’arte e riciclaggio.

L’indagine era partita dopo l’esposto di Carlo Pepi, collezionista d’arte toscano e esperto, nel quale indicava a suo dire i dipinti falsamente attribuiti a Modì: ‘Cariatide rossa/Gli sposi’, ‘Ritratto di Chaim Soutine’, ‘Nudo disteso (Ritratto di Celine Howard)’, ‘Testa di donna-Ritratto di Hanka Zborowska’, ‘Ritratto femminile’ e ‘Ritratto di Maria’ e il disegno ‘Ritratto di Moise Kisling’. Chiappini si è sempre difeso dicendo che le opere erano certificate e quindi autentiche e che secondo lui le accuse di Pepi, a cui si erano aggiunte quelle dell’esperto Marc Restellini, erano legate alle celebrazioni per il centenario della scomparsa del pittore livornese nel 2020.

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