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La polemica

Liguria Pride, il giorno dopo. Gli organizzatori: “Tursi non è gay friendly”

Gli organizzatori contro il sindaco Marco Bucci che ha annunciato: "L'anno prossimo niente patrocinio al Pride, come a nessuna manifestazione che sia di interesse solo di una parte"

liguria pride 2017

Genova. Circa 5000 persone, secondo gli organizzatori (un po’ meno secondo le fondi della Questura), nel pomeriggio di ieri hanno colorato e fatto ballare le strade di Genova per la manifestazione Liguria Pride, organizzata per dire “no” a ogni forma di discriminazione e per ribadire la necessità dei diritti della popolazione Lgbt.

Giovani, giovanissimi, famiglie con bambini, drag queen, figure della società civile e della vita politica hanno sfilato insieme per quella che si è rivelata una grande festa, apprezzata anche dai turisti.

All’indomani pubblichiamo la lettera scritta dagli organizzatori del Liguria Pride dopo l’annuncio del sindaco Marco Bucci di non voler confermare il patrocinio al Pride il prossimo anno. Ecco il testo integrale.

Dopo una giornata intensa, di festa, di consapevolezza e di libertà ci viene da dire che il sindaco Marco Bucci, sindaco di pochi, che ha scelto di voltare le spalle a questa piazza, a questa parte della città ha fatto un errore.

Sindaco di pochi, votato da 112 mila genovesi cioè il 24% dell’elettorato, ha dichiarato alla stampa che non è interessato alle istanze che oggi erano rappresentate dalla marea di persone che hanno sfilato con noi. Non è interessato ad ascoltare i e le giovani, il loro bisogno di essere riconosciuti, accettati, apprezzati per quello che sono, il loro bisogno di potersi dire senza nascondere un parte di sé così importante alla base della propria identità.

Il sindaco di pochi volta le spalle alla Genova della solidarietà, dei diritti, della accoglienza in sintonia con le scelte politiche del presidente Toti sulla famiglia. Proprio ieri il centrodestra di Toti ha votato compatto contro l’ordine del giorno urgente in cui si chiedeva di condannare esplicitamente qualsiasi affermazione omofoba pronunciata da qualsiasi rappresentante delle istituzioni.

La tutela delle istanze delle minoranze, pur non ledendo la libertà della relativa maggioranza, migliora sostanzialmente il benessere reale di tutta la società e in questo caso di tutta la città.
Una comunità in cui ogni persona sia rispettata e garantita è una società indiscutibilmente migliore.
È un compito arduo ce ne rendiamo conto, è molto più semplice appagare gli umori superficiali e il bisogno di sfogare rabbia per le profonde crisi economiche e di valori che stiamo vivendo, ma noi non siamo per queste scorciatoie, puntiamo verso il bisogno e il diritto reali, sostanziali e profondi di vivere con diritti e dignità.

Tursi non è gayfriendly, e nemmeno amica dei diritti: il sindaco di pochi vuole ridurre Genova come Suncity, la città simbolo dell’apartheid evitata dagli artisti di tutto il mondo? Andremo a fare shopping a Torino, ma resteremo a costruire reti, ascolto, intervento sui nostri territori, nei quartieri, sui posti di lavoro, per ricostruire una cultura di solidarietà, per raccogliere il desiderio di cambiamento verso un futuro dove l’esclusione, il privilegio e l’arroganza del potere siano banditi.

Noi continueremo a dare speranza, assieme alla marea di persone che con noi hanno condiviso oggi tante emozioni, ed offrire il nostro impegno per difendere i diritti di tutti e tutte”.

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