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Catena di s.antonio

La “bufala” della richiesta di sangue torna sui telefoni dei genovesi

Bufala sangue sms

Genova. Il nome di Elisa Montagnoli alla maggior parte degli utenti dirà poco ma, nelle ultime ore, sembra essere tornato prepotentemente alla ribalta sui profili facebook e sui cellulari genovesi. Questo nominativo. infatti, è associato a un numero di telefono, ormai disattivato, e a una richiesta di sangue urgente per una bimba malata. Un messaggio che dopo Sms e Wathsapp ha iniziato a diffondersi anche attraverso Messenger di Facebook diventando sempre più virale.

Il testo che viene mandato agli utenti è’ abbastanza semplice ma riesce comunque a far leva sulla solidarietà: “Mi aiuti a diffonderlo? C’è bisogno di sangue A RH negativo per una bambi­na che sta molto male. Aiutate a diffon­derlo. La referente è Elisa Montagnoli” con tanto di numero di telefono della persona alla quale fare riferimento.

Anche se a prima vista può ingannare si tratta dell’ennesima “bufala” che, tra l’altro, si era già diffusa negli scorsi anni in altre regioni e che, nelle ultime ore, sembra avere molti riscontri a Genova e in Liguria. Per togliersi, velocemente, ogni dubbio si può digitare il nome sul web. Google rimanda subito l’indicazione della falsa notizia mostrando, tra l’altro, anche il link all’intervista alla donna, vittima inconsapevole, pubblicata sulla pagina ufficiale dell’Avis nazionale.

L’appello, in realtà, era vero, nato per rispondere alla richiesta di aiuto di amici, ma si tratta di una storia di molti anni fa, ormai risolta. L’appello, però, è rimasto nella memoria di qualcuno che, per chissà quale motivo, ha lanciato la catena di Sant’Antonio modificandolo di volta in volta. Nulla di dannoso, sembra, nessun virus come molti temevano, ma una perdita di tempo inutile. Per fugare ogni dubbio, comunque, in caso di richieste di questo tipo, basta fare una verifica con le sedi Avis e i centri trasfusionali per verificare le reali necessità.

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