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Incertezza

Ilva di Cornigliano, l’rsu: “A Roma situazione surreale” E a settembre scadono i lavori socialmente utili

Palombo (rsu Fiom): "Pronti a tornare in piazza se il Governo non firmerà la proroga degli lpu"

ilva sciopero 5 giugno

Genova. Parla di “situazione surreale” l’rsu dell’Ilva di Genova dopo l’incontro che si è svolto ieri al Mise tra Gert VanPoelvoorde, Ceo di AncelorMittal per l’Europa e i sindacati. Un incontro dove si è parlato del piano di sviluppo del gruppo dopo l’acquisizione degli impianti Ilva, ma “nulla è stato detto sugli investimenti sul ciclo della latta se non rimarcare le potenzialità per arrivare a 200 mila tonnellate”.

Ma “come è possibile far questo senza investimenti?” Si domanda l’rsu del sito di Cornigliano. “Vogliamo ribadire la necessita di un piano di investimenti chiaro – dicono i rappresentanti dei lavoratori di Cornigliano – che non prevede esuberi con un percorso che si potrà completare solo se ci saranno le condizioni per l’accordo sindacale”.

Mentre sembra non esistere ancora nemmeno il decreto di assegnazione del complesso Ilva ad AncelorMittal, i sindacati genovesi si dicono convinti “che l’accordo di programma del 2005 con gli impegni sulle aree, sulle banchine, sulla salvaguardia del reddito, dell’occupazione e sul piano industriale sia l’unico documento chiaro e giuridicamente esigibile in una vicenda che si trascina da anni in cui vi sono molte ombre”.

Intanto il 30 settembre scade la cassa integrazione straordinaria per i lavoratori dello stabilimento di Cornigliano che riguarda 360 dipendenti di cui 320 usufruiscono dell’integrazione al reddito tramite i lavori socialmente utili. E visto che il passaggio ad AncelorMittal non sarà comunque prima del gennaio 2018, i sindacati sono pronti a bussare al Governo, che continua fino a quella data a controllare l’Ilva in amministrazione straordinaria: “Vogliamo un incontro già ad inizio settembre – dice Armando Palombo rsu Fiom – per questo dopo Ferragosto cominceremo a scrivere al ministero”.

E se non arriveranno risposte chiare su questo aspetto i lavoratori potrebbero tornare in piazza già i primi di settembre.

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