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140 litri al giorno

I genovesi fanno tre docce “virtuali” al giorno. Ecco il quadro degli sprechi idrici

Grazie all'interconnessione tra il Brugneto e il lago delle Giacopiane Genova può reggere ancora due mesi e mezzo senza razionamento, ma ora più che mai serve una rete idrica nazionale moderna

Genova. Ogni mattina, prima ancora di lavarsi la faccia, ogni genovese ha già consumato l’acqua di tre docce, anche abbastanza lunghe (circa 10 minuti) e l’equivalente dei tre quarti del consumo d’acqua quotidiano, che è stimato in circa 200 litri ogni giorno. Un gioco dei numeri necessario per spiegare quanto grande sia l’impatto di una rete idrica non adeguata, come quella italiana che, per usare un simpatico eufemismo, “fa acqua” da tutte le parti.

Un calcolo, quello fatto da Confagricoltura, che diventa ancora più preoccupante in un periodo come questo, con l’emergenza provocata dalla siccità che costringe anche grandi Comuni, come Roma, ad avviare politiche di razionamento delle risorse idriche. Una siccità che, secondo il centro studi di Confagricoltura, ha provocato un danno su tutto il nostro paese stimato in un miliardo e 200 milioni di euro. Una situazione che vede, tra l’altro, la Regione Liguria in sofferenza per quanto riguarda l’olivicoltura e la vitivinicoltura.

“Il dato che emerge più chiaro – spiega Andrea Sampietro, direttore di Confagricoltura Liguria – è che non possiamo più parlare solamente di siccità, intendendola come minori precipitazioni, ma dobbiamo iniziare a ragionare sul fatto che questi minori piogge debbano essere in qualche modo convogliate in una rete idrica moderna. Una rete che non disperda l’enorme patrimonio d’acqua che ogni giorno viene sprecato

E qui entrano in gioco i 140 litri che ogni genovese, e ogni italiano, spreca ogni giorno. “Secondo un’analisi fatta da Confagricoltura – prosegue Sampietro – nei 478mila km di acquedotti italiani si perdono circa 9 miliardi di litri d’acqua al giorno, che equivalgono appunto a 140 litri anche per ogni cittadino e, in questo dato, nazionale, la Liguria non è, comunque da meno. Basti pensare che il 25% degli Acquedotti del nostro paese ha più di 50 anni e una restante parte del 50% ha tra i trenta e i 50 anni”.

Nel capoluogo ligure, però, si verifica un punto di forza, la scelta “virtuosa” dell’interconnessione tra il Brugneto e il lago delle Giacopiane. “I dati che abbiamo, ad oggi – prosegue – ci dicono che Genova, tutto sommato, sia in grado di reggere ancora due mesi e mezzo, forse qualcosa di più, senza dover ricorrere a misure di razionamento. Questo ci dimostra che l’interconnessione va fatta sicuramente negli acquedotti e negli invasi piccoli, che non sono ancora connessi nell’ambito della nostra regione”.

Ma questo, secondo Confagricoltura, non basta e si devono aggiungere politiche di recupero, attraverso i finanziamenti europei, anche gli acquedotti rurali. “Una rete di infrastrutture che permette anche all’irrigazione delle nostre produzioni agricole di superare il problema delle scarse precipitazioni. Deve essere fatta una pianificazione territoriale, creando piccoli, ma significativi, invasi – conclude Sampietro – per non andare a disperdere queste poche piogge che ormai sono una costante degli ultimi 10 anni”.