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Galliera e “nuovo” Galliera, Alice Salvatore (M5S) attacca il progetto, ma l’ospedale non ci sta

Botta e risposta dopo un video pubblicato dalla consigliera regionale che, entrando all'interno del nosocomio, ha ripreso la situazione attuale

Genova. Botta e risposta al vetriolo tra Alice Salvatore, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e la dirigenza dell’ospedale Galliera. La querelle è scaturita da un messaggio video postato sulla pagina Facebook della consigliera grillina.

“Il progetto per il “Nuovo Galliera” ha tolto i soldi al progetto per l’ospedale di Vallata del Ponente genovese – scrive Salvatore – darebbe vita ad un ospedale più piccolo di quello attuale e a (inutili) residenze di lusso da rivendere. Per realizzare questo progetto di cui non esiste ancora un piano economico-finanziario bisognerebbe demolire alcuni padiglioni storici del lascito della Duchessa di Galliera e altri padiglioni appena ristrutturati con soldi pubblici perfettamente moderni e funzionanti”.

Ecco il video che, secondo la consigliera regionale spiega quelle che lei definisce le  “maldestre manovre promosse dalla direzione generale del Galliera per accelerare i tempi di demolizione”.

“Le affermazioni della consigliera risultano completamente errate e prive di fondamento – replicano i vertici dell’ospedale Galliera – Il numero attuale dei posti letto è 431 e non 600. Il Nuovo Ospedale avrà 404 posti letto. Il Consiglio di Amministrazione dell’Ente ha di recente approvato il progetto preliminare e il relativo quadro economico, a seguito dell’approvazione del progetto del Nuovo Galliera in Conferenza dei Servizi. Il Nuovo Ospedale non comporterà né licenziamenti, né precarizzazione degli operatori. L’attuale struttura monumentale sarà mantenuta nella migliore efficienza e qualità possibile e quindi totalmente utilizzata”.

“Stigmatizziamo quindi l’atteggiamento e le parole della consigliera M5S – continuano dall’ospedale – rifiutando l’affermazione relativa alla speculazione edilizia e soprattutto le modalità con le quali la stessa è entrata, per effettuare riprese e filmati da diffondere sul web, in modo ‘furtivo’ e contrario al regolamento dell’ente a tutela della privacy dei pazienti ed alla logica di trasparenza da lei sempre invocata”.