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Decreto Vaccini, sì della Camera, e anche in Liguria è bufera. Viale: “Fascismo”

Ecco chi non vuole il decreto Lorenzin e che cosa prevede

Genova. Mentre la Camera dà il via libera definitivo al nuovo decreto legge in materia di vaccini (296 voti a favore, 92 contrari – Lega Nord e M5S – e 15 astenuti) e mentre davanti a Montecitorio vanno in scena proteste anche molto accese (tre parlamentari del Pd sono stati aggrediti da alcuni no vax), il tema fa discutere anche in Liguria.

Il M5s chiede a Toti di impugnare la legge Lorenzin: «Regione Liguria impugni la legge Lorenzin sui vaccini. Il provvedimento è irricevibile e con possibili profili di incostituzionalità. Per raggiungere la massima copertura vaccinale non servono obbligatorietà e metodi coercitivi ma un serio percorso di sensibilizzazione e informazione», scrivono Gabriele Pisani e Andrea Melis, consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle.

A giugno il Gruppo M5S Liguria aveva già presentato in Consiglio regionale una mozione, poi trasferita in Commissione Sanità, per impegnare la Giunta a confermare l’irricevibilità dell’allora decreto, da oggi diventato legge.

Durissima reazione della Regione Liguria. L’assessora alla sanità Sonia Viale (Lega Nord) annuncia che boicotterà la legge non applicando le sanzioni previste per chi non si vaccina: “Siamo al ritorno al fascismo – afferma Viale – torniamo un Paese che impone e perde la cultura della formazione su temi centrali per la vita delle famiglie”.

Cosa prevede la nuova legge. Dieci vaccini obbligatori per l’iscrizione a scuola da 0 a 16 anni. Pena la non iscrizione fino ai 6 anni, e il pagamento di multe per i genitori dai 6 anni in poi. È previsto l’obbligo di vaccinazione anche per i minori stranieri non accompagnati.
I vaccini potranno essere prenotati anche in farmacia. Nasce l’Anagrafe nazionale vaccini, e vengono promosse iniziative di informazione e comunicazione sulle vaccinazioni. Queste le principali novità della legge sui vaccini, approvata definitivamente dalla Camera.

Ed ecco che il Pd, sempre in Regione, contrattacca rispetto ai pentastellati, e la giunta. “Il Movimento 5 Stelle chiede alla Giunta Toti di impugnare il decreto Lorenzin sui vaccini che oggi ha ricevuto il via libera definitivo della Camera ed è diventato legge. Mentre l’assessore Viale parla addirittura di fascismo. Parole gravissime, soprattutto se pronunciata da una vicepresidente della Regione”, scrivono Raffaella Paita e Valter Ferrando.

“I grillini con il loro intervento – anche se faticano ad ammetterlo – tradiscono una certa avversione nei confronti dei vaccini, nonostante le dichiarazioni inequivocabili della comunità scientifica. I consiglieri a cinque stelle criticano l’obbligatorietà sancita per legge e sostengono che sarebbe meglio avviare percorsi di informazione e sensibilizzazione per convincere le persone a vaccinare i propri figli. Ma la misura drastica dell’obbligatorietà è stata una scelta inevitabile di fronte al preoccupante fenomeno di disinformazione di questi ultimi anni che ha indebolito la copertura vaccinale (come gli stessi consiglieri del M5S ammettono) e ha riacceso focolai di malattie che credevamo debellate. Quindi cos’è più importante? Salvaguardare la salute dei nostri bambini o aspettare che persone disinformate indeboliscano la politica di vaccinazione del nostro paese?”