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Corteo e presidio sotto la Prefettura: “Gitiesse non si chiude, vergogna” foto

I lavoratori in sciopero da otto giorni: “Non molliamo di un millimetro"

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Genova. “Eaton close the business, Gitiesse non si chiude”. Sfilano in un piccolo corteo fin sotto la prefettura i lavoratori della Gitiesse, azienda metalmeccanica che produce impianti fonici e di sicurezza per le navi.

gitiesse sciopero 26 luglio

Trentuno i lavoratori su cinquantaquattro, colpiti dai licenziamenti decisi dalla multinazionale Eaton, sono arrivati all’ottavo giorno di sciopero a oltranza per difendere la loro azienda: “Siamo lottando per il nostro futuro – spiega Selene Lugarà – vogliamo dimostrare alla Eaton che Genova e importante. L’azienda non ha in crisi. La Eaton è venuta in Confindustria a dire che non ci sono ordini ma non è vero. Solo che la multinazionale vuole spacchettare la nostra azienda tra la Cina e l’Inghilterra”.

A supportare la battaglia dei lavoratori Eaton sotto la prefettura c’erano i delegati Fiom e Uilm delle principali aziende metalmeccaniche genovesi, da Ilva ad Ansaldo, da Esaote a Piaggio. I lavoratori Gitiesse hanno incontrato il prefetto Fiamma Spena e si sono poi recati in corteo fino a Tursi per incontrare il sindaco Marco Bucci: “Non molliamo di un millimetro” dicono ancora i lavoratori finché non avremo delle risposte. Domani pomeriggio alle 15 è fissato un nuovo incontro nella sede di Confindustria.

A Prefetto e sindaco è stato chiesto un ruolo attivo per convincere l’azienda a utilizzare almeno la cassa integrazione straordinaria per un anno in modo da prendere nel frattempo contatti con aziende – magari all’interno dello stesso portafoglio clienti di Gitiesse – che potrebbero fornire una collocazione lavorativa alternativa per i 31 dipendenti.