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Centro fiduciario, Giovanni Berneschi esce dal processo

Prosciolto per intervenuta prescrizione

Giovanni Berneschi, ex presidente di Banca Carige, esce di scena nel processo sul Centro Fiduciario, il ramo della banca che si occupava di investimenti finanziari per clienti vip. Per l’ex numero uno dell’istituto di credito ligure, il giudice Silvia Carpanini ha pronunciato la sentenza di proscioglimento per intervenuta prescrizione per i reati a lui contestati. Restano nel processo invece la moglie, Umberta Rotondo, e gli allora vertici della società, Antonio Cipollina, Gian Marco Grosso e Marcello Senarega (che all’epoca finirono agli arresti domiciliari).

La nuora di Berneschi, Francesca Amisano, aveva patteggiato la condanna a due mesi. L’accusa per i quattro è di riciclaggio per l’operazione di rientro di 12 milioni di euro, intestati a Rotondo. Secondo la guardia di finanza, il Centro fiduciario avrebbe costituito, in alcune occasioni, “un crocevia strategico per la gestione di pratiche finanziarie” definite ‘opache’ riguardanti capitali di provenienza illecita.

Gli inquirenti avevano sostenuto che i vertici del Centro fiduciario, sotto l’influenza di Berneschi che era vicepresidente del Cda, tutelavano alcuni clienti, titolari di depositi di rilevante importo, tra cui lo stesso Berneschi e il suo nucleo familiare, al punto di alterare e nascondere documenti di operazioni finanziarie di alcuni clienti attraverso società affinché non finissero sotto i riflettori degli ispettori della Banca d’Italia e dell’Unità di informazione finanziaria durante le operazioni ispettive.