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Canone Rai, il pagamento non è dovuto se il Tv non ha il sintonizzatore

Il chiarimento arriva da Confesercenti Genova e riguarda gli esercizi commerciale, i bollettini da pagare sono arrivati a migliaia di negozi

Genova. Da Confesercenti provinciale alcuni importati chiarimenti in merito al pagamento del canone televisivo speciale per gli esercizi commerciali. «Proprio come nel 2012 e nel 2014 – riferisce il vicedirettore provinciale Paolo Barbieri – ci risulta che in questi giorni la Rai stia recapitando a migliaia di imprese e semplici possessori di partita Iva un bollettino precompilato per il pagamento del canone speciale per la ricezione fuori dall’ambito familiare delle trasmissioni radiotelevisive.

«A questo proposito ricordiamo ancora una volta che già nel 2012 il Dipartimento delle Comunicazioni, in seguito alla sollecitazione di Rete Imprese Italia, aveva chiarito come un apparecchio privo di sintonizzatori radio operanti nelle bande destinate al servizio di radiodiffusione non è ritenuto né atto, né adattabile alla ricezione delle radioaudizioni e quindi, in base alla legge, per esso non vada pagato alcun canone Tv.

«In altre parole – prosegue il vicedirettore di Confesercenti – il canone speciale va invece pagato oltre che in presenza di una radio o di una tv, anche nel caso di un pc, un display o un monitor che contenga al suo interno, indipendentemente dall’uso effettivo che se ne faccia, un dispositivo per la sintonizzazione ai canali televisivi o radiofonici. Si raccomanda pertanto alle imprese di prestare la massima attenzione nel verificare che gli apparecchi detenuti nell’ambito aziendale siano o meno provvisti di sintonizzatore: in caso affermativo, il pagamento del canone speciale Rai sarà appunto dovuto e del numero del relativo abbonamento dovrà essere data evidenza nella dichiarazione dei redditi della ditta. Diversamente, non dovrà darsi seguito ad alcun pagamento, evidenziando nella dichiarazione l’inesistenza dell’obbligo».

Nonostante i chiarimenti intercorsi, il problema continua infatti riproporsi periodicamente a causa dell’invio massivo di bollettini da parte della Rai. «Anche perché a chi chiede informazioni – conclude Barbieri – le risposte fornite dai livelli centrali arrivano spesso in tempi biblici, nonostante la buona volontà dei funzionari Rai della Liguria».