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Bordilli: “Riportare le persone nelle strade: così si sconfigge il degrado. Il turismo diventi volano per il commercio”

Il nuovo assessore di Tursi punta su “mare e turismo ‘diffuso”. Per il commercio: “Sì ai patti d’area. Nel centro storico artigiani in piazza"

Genova. “Riportare le persone nelle strade, per sconfiggere la desertificazione commerciale, contrastare il degrado e invogliare i negozi di vicinato a tenere aperto anche nei festivi”. E’ l’asse attorno a cui ruoterà la strategia di Paola Bordilli, nuovo assessore al commercio e al turismo del Comune di Genova.

“So che qualcuno ha storto il naso a vedere assessorato al turismo separato dalla quello alla cultura – spiega il neo assessore – io penso invece che il legame tra turismo e cultura sia stato fondamentale in una prima fare proprio per portare a Genova i turisti con numeri inconcepibili fino a dieci anni fa e il lavoro fatto in questo senso da Carla Sibilla è stato ottimo. Oggi però ha senso tentare un passo ulteriore e vedere se questa volta il turismo può essere volano per rilanciare i commercio e le imprese”.

Le idee del nuovo assessore, che proviene dalle fila di Confartigianato, sono moltissime, ovviamente molte solo in fieri, ma la voglia di fare non manca: “Da domani ho programmato incontri con le categorie e i civ, andrò io da loro perché voglio conoscere meglio le zone di riferimento dopo i primi giri fatti in campagna elettorale, voglio conoscere i dipendenti con cui concretamente studieremo progetti. Voglio essere un assessore al commercio che conosce i negozi e che va dai negozianti che magari non hanno modo di venire a Tursi e al Matitone

Ascolto, sinergia e una nuova rete tra commercianti e residenti: “Domenica residenti e commercianti si sono messi insieme e hanno ripulito la zona di Manin. Ho partecipato a quella giornata e credo che fare rete sia fondamentale. Per questo tra le idee che mi sono venute in mente c’è quella di studiare delle cene in piazza per strada organizzando tavolate in piazza nei diversi civ e coinvolgendo insieme commercianti e residenti”.

Anche sul centro storico l’idea di fondo è quella di farlo tornare vivo, soprattutto di giorno: “Tutti in questi ultimi anni ci siamo concentrati troppo sul dibattito movida sì, movida no e la questione dell’ordinanza sarà una delle prima cose che affronterò – spiega – ma per combattere la desertificazione commerciale occorre pensare a come far vivere il centro storico di giorno”. Per ripopolare i quartieri di negozi il Comune studierà “i patti d’area mentre sul centro storico valuteremo su come poter utilizzare gli strumenti previsti dal decreto Franceschini che incentiva ogni azione che punta alla valorizzazione di centri storici e borghi. Mi piacerebbe che in centro storico venisse valorizzato l’artigianato e le produzioni tipiche che rischiano di perdersi e che creerebbero un percorso virtuosi per i turisti nei vicoli. Poi penso anche a un manifestazione specifica che ricrei il borgo storico con gli artigiani in piazza”.

Da pegliese però Bordilli ha un’idea di turismo “diffuso” che attraversi i quartieri e le “delegazioni perché non mi piace sentir parlare di periferie – dice – che già come termine dà un senso di abbandono di qualcosa di lontano rispetto al centro. Ogni quartiere ha ricchezze che vanno valorizzate e occorre fare in modo di farle conoscere ai turisti ,a anche che gli stessi cittadini ne abbiamo consapevolezza”.

Pegli da questo punto di vista parte in vantaggio grazie al premio appena ricevuto da Villa Pallavicini. “Certo – dice ma non manca una stoccata alla precedente amministrazione – ma rispetto alla giunta precedente vogliamo sicuramente avere un dialogo più serrato con chi gestisce questi beni perché per esempio su Villa Pallavicini abbiamo scoperto il giorno della premiazione che non era stato previsto il collegamento delle pompe dell’acqua e ci stiamo attivando con gli uffici per provvedere al più presto visto che alcuni mesi fa un incendio aveva provocato vari danni”.

Anche la Navebus può essere uno strumento per portare i turisti? “Sono sempre stata una grande utilzzatrice della navebus e anche una delle più attive nel comitato per la tutela. Anzitutto è giusto ricordare che quest’anno grazie alla Regione Liguria per la prima volta il servizio non è stato mai messo in forse. Altra cosa è vedere se e come implementarlo perché per esempio gli orari della navebus non sono particolarmente compatibili con quelli della Villa. Di questo parlerò al più presto con l’assessore Balleari con cui vorrei studiare appunto una strategia per portare i turisti nel ponente”.

Via mare? “Vedremo ma è vero che il mare deve diventare un’attrazione perché se Genova è storicamente legata al suo porto inteso come insediamento produttivo il mare genovese deve essere valorizzato per la sua bellezza magari a partire dagli sport come la vela e la canoa che possono essere un volano importante per il turismo”