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Aree ex-Piaggio, via libera alle modifiche per nuove destinazioni d’uso

L'ok arriva dopo la verifica ambientale. Prima dei lavori la messa in sicurezza

Genova. Si è conclusa la fase delle verifiche ambientali necessarie per modificare il Piano territoriale regionale delle attività produttive dell’area centrale ligure che consentirà l’utilizzo dei capannoni di Sestri Ponente, dove era collocato lo stabilimento Piaggio, per altre attività produttive.

Lo comunica l’assessore regionale all’Urbanistica Marco Scajola, titolare del procedimento. Dopo anni di attività legata allo stabilimento Piaggio Aero che si è trasferito a Villanova d’Albenga, i vecchi capannoni di proprietà dell’Autorità Portuale e oggi liberi, potranno essere utilizzati anche per altre attività produttive non necessariamente legate all’aeronautica, ma magari connesse al porto.

“L’attuale disciplina urbanistica non consentiva infatti destinazioni d’uso diverse da quelle aeronautiche – spiega l’assessore Scajola – mentre adesso è necessario poter aprire a nuove aziende operanti nel settore industriale e dell’alta tecnologia gli spazi liberati da Piaggio e che, per la maggior parte, sono di proprietà dell’Autorità Portuale di Sistema di Genova-Savona”.

La verifica ambientale condotta dalla Giunta regionale sui possibili impatti delle nuove attività produttive previste ha dato esito favorevole all’ulteriore corso del procedimento per la modifica del Piano Territoriale regionale a cui dovrà far seguito la modifica del Piano Urbanistico da parte del Comune di Genova.

“Quello di oggi – continua Scajola – è un passaggio importante, in quanto si delibera la non assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica e delle conseguenti verifiche ambientali, dopo le attività istruttorie effettuate insieme a ASL, ARPAL e Difesa del Suolo che ammettono usi industriali differenti. Ora potremo presentare la proposta di modifica del PTR al consiglio regionale per l’approvazione definitiva che consentirà di sottoscrivere l’accordo di pianificazione tra Regione Liguria, Comune di Genova e Autorità Portuale”.

L’utilizzo dei capannoni dovrà comunque prevedere la conclusione delle opere di messa in sicurezza del torrente Chiaravagna da parte del Comune di Genova.