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Tre vittime

Adescava giovanissime sui social, poi minacciava di diffondere le loro foto intime: arrestato 40enne di Quezzi

Tre le vittime identificate dalla Squadra Mobile, una delle giovani era andata a vivere con lui

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Genova. Adescava le sue giovanissime vittime attraverso i “social network”, ricorrendo all’uso di false generalità e divulgando false fotografie su di sé.

Così è stato arrestato, su ordinanza di custodia cautelare del gip Cinzia Perroni, un 40enne di Quezzi dopo un’articolata attività d’indagine, condotta dalla Squadra Mobile con il coordinamento dalla Procura della Repubblica di Genova, che ha consentito di accertare il modus operandi dell’uomo. Le accuse sono violenza sessuale, estorsione e violenza privata.

Dopo un lungo periodo di conversazioni telematiche e una volta carpita la fiducia delle giovani, spesso fragili o in un momento di difficoltà, avviava con loro rapporti sentimentali morbosi e malati, caratterizzati da forti pressioni psicologiche, tali da soggiogare totalmente le vittime costrette ad inviare numerose foto e filmati di carattere intimo.

Queste immagini erano poi utilizzate dall’uomo per minacciare le giovani donne, quando decidevano di troncare la relazione, divulgandole ad amici e parenti.

A casa dell’uomo gli uomini della squadra mobile diretti da Marco Calì hanno trovato anche una grave situazione di degrado in cui versavano la madre ed una zia sulle spalle delle quali il 40 enne viveva. Per questo, d’intesa con l’Autorità Giudiziaria, sono stati chiamati gli assistenti sociali.

Attualmente, le vittime identificate dalla Squadra Mobile risultano tre, una delle quali succube dell’uomo sino all’arresto. La giovane, minorenne quando aveva avviato la relazione con l’uomo, si era trasferita dalla Lombardia a Genova per stare con lui. Gli uomini della squadra mobile, al momento dell’arresto del 40 enne, li hanno trovati in un albergo.

Viva soddisfazione per l’operato della Polizia è stata espressa dai genitori della giovane, solo recentemente divenuta maggiorenne, che hanno potuto riabbracciare la figlia.

La Polizia invita una volta di più gli utenti ad un uso consapevole dei social network, canale ideale per individui senza scrupoli che possono abilmente spacciarsi per persone totalmente differenti, ottenendo così informazioni, dati ed immagini di carattere privato utilizzabili a vario scopo ai danni delle vittime inconsapevoli. “Occorre stare attenti a ciò che diffondiamo in rete – spiega il dirigente Marco Calì – perché resta per sempre. E ancora di più bisogna anche sapere chi è il nostro interlocutore che spesso si può celare dietro falsi profili”

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