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Adele, spunta un nuovo indagato. Lunedì l’autopsia, la famiglia: “Ora silenzio”

Sarebbe un ventenne responsabile di aver ceduto la droga ai ragazzi. L'appello del padre della ragazza per chiedere "rispetto per il nostro dolore"

Genova. Lunedì 31 luglio, si svolgerà l’autopsia sul corpo di Adele De Vincenzi, la ragazza morta venerdì notte successivamente all’assunzione di mdma. Nel frattempo le indagini si allargano: spunta un quarto indagato, segnalato dallo stesso pusher come colui che fisicamente ha ceduto la droga.

Martedì mattina, invece, con ogni probabilità arriveranno le convalide degli arresti nei confronti dei ragazzi con cui la sedicenne ha trascorso le ultime ore.

Il nuovo indagato è un ragazzo di vent’anni, origini ecuadoriane, accusato anche lui di spaccio aggravato e morte come conseguenza di altro reato. Il ragazzo è stato indicato dal pusher di 17 anni come colui che avrebbe ceduto materialmente la droga al fidanzato di Adele Sergio Bernardin e al suo amico Gabriele Rigotti, arrestati ieri. Gli agenti della squadra mobile hanno perquisito la casa del ragazzo che abita in una frazione di Busalla, ma senza trovare traccia di stupefacente.

Intanto emergono nuovi particolari sulla vicenda. Secondo quanto ricostruito, a chiamare i soccorsi sarebbe stato un netturbino che ha visto Adele a terra in via S.Vincenzo e i suoi amici che cercavano di soccorrerla, confusi. Gli inquirenti, coordinati dal pm Michele Stagno stanno vagliando i filmati della videosorveglianza della zona per capire se Adele poteva essere salvata se gli amici avessero chiamato subito il 118.

La ragazza, secondo quanto appreso, avrebbe assunto la droga a casa di Rigotti in via Corridoni insieme al fidanzato a un’altra amica di 16 anni. Poi sarebbero usciti per proseguire la serata in centro. Arrivati in via San Vincenzo Adele si è sentita male ed è arrivata all’ospedale Galliera in coma profondo, morendo 40 minuti dopo

Dalla famiglia, invece, arriva l’appello al silenzio: in un breve comunicato del padre e del fratello della vittima viene fatta la richiesta, a tutta la comunità cittadina, di rispettare la privacy della famiglia, per una vicenda così sconvolgente. ” La notizia è stata data, ora abbiamo bisogno di silenzio”.