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Restano in carcere il fidanzato e l’amico di Adele. Il gip: “Uno dei due inizialmente ha mentito, possono inquinare le prove”

Arresto convalidato, ma si teme anche la reiterazione del reato: "I danni da mdma sono noti"

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Genova. Restano in carcere Sergio Bernardin e Gabriele Rigotti, il fidanzato e l’amico di Adele De Vincenzi, la ragazza di 16 anni deceduta in seguito alla assunzione di ecstasy.

adele de vincenzi

Il gip Nicoletta Bolelli ha convalidato l’arresto e respinto l’istanza degli avvocati difensori che avevano richiesto i domiciliari.

Per il giudice sussiste infatti il pericolo di reiterazione del reato oltreché quello di inquinamento probatorio visto che “i danni provocati dall’mdma sono noti” e visto che gli indagati hanno nel loro giro di amici anche persone di minore età.

I ragazzi hanno risposto alle domande del giudice fornendo la loro versione su quanto accaduto la tragica notte di venerdì e soprattutto sull’acquisto della droga che sarebbe avvenuto andando tutti insieme in macchina nei dintorni di Busalla: 300 euro per circa 6 grammi di ecstasy.

Ma uno dei due ha detto fin da subito la verità, l’altro invece aveva inizialmente mentito agli investigatori fornendo fra l’altro un nome falso e dei numeri di telefono altrettanto fasulli su chi gli avrebbe fornito la sostanza. Per questo il gip ha segnalato nell’ordinanza anche il pericolo di inquinamento delle prove.

Nei prossimi giorni il sostituto procuratore Michele Stagno interrogherà la minorenne fidanzata di Rigotti, già sentita dagli investigatori della squadra mobile. Le indagini degli uomini di Marco Calì intanto proseguono per verificare chi effettivamente abbia fornito loro la droga visto che il minorenne italiano inizialmente individuato come il pusher ha tirato in ballo un ventenne ecuadoriano, che è oggi indagato, ma la versione fornita dal minore non convince del tutto gli investigatori e la sua posizione resta al vaglio del tribunale per i minorenni di Genova.

I legali di Bernardin e Rigotti intanto (Luigi Sannino, Nicola Devoto e Matteo Groppo) hanno annunciato che già domani faranno ricorso al Tribunale del Riesame.

Questa mattina infine il professor Francesco Ventura ha eseguito l’autopsia sul corpo della sedicenne, ma le risposte ai principali interrogativi sulla quantità di droga ingerita e sull’eventuale mix di sostanze, arriverà solo nei prossimi giorni dall’esito degli esami tossicologici.