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World League, una gran prova non basta al Settebello: la Serbia la spunta di misura

Con un grandioso primo tempo gli azzurri tengono testa alla squadra attualmente più forte al mondo

Recco. Il Settebello sfiora l’impresa. La Serbia vince 10 a 9 con un gol di Pijetlovic nel finale. Nella giornata conclusiva della World League 2017, all’Aquatic palace di Ruza, l’Italia è d’argento vivo.

Le due squadre si erano già affrontate martedì nel girone preliminare e la Serbia si era imposta 13-7. Oggi gli italiani hanno compiuto un altro grande passo in avanti sulla strada per Budapest. Bronzo alla Croazia che nella finale per il terzo posto, diretta dall’italiano Raffaele Colombo insieme al francese Benjamin Mercier, ha battuto gli Stati Uniti 10-4.

Il commento del commissario tecnico Alessandro Campagna: “Era dalle Olimpiadi di Londra 2012 che non facevamo una partita di questa portata contro la Serbia. Intensità fisica, intelligenza tattica e gestione della gara. Con loro per vincere bisogna dare il 100%, noi oggi abbiamo fatto l’85% e per colmare il gap di questo 15% abbiamo circa quattro settimane. Alla prima partita le percentuali con l’uomo in più e in meno erano buone, però avevamo preso tanti gol a uomini pari; questa volta abbiamo giocato molto meglio in difesa, molto attenti, non gli abbiamo fatto sviluppare il gioco che loro amano fare, però abbiamo perso soprattutto molto con l’uomo in meno e in fase di superiorità abbiamo avuto un black out di un paio di tempi. Poi ci siamo sbloccati cambiando qualche schema. Gli arbitri? Diciamo che si poteva fischiare qualcosa di più”.

In prospettiva mondiale, aggiunge: “A Budapest, oltre alla Serbia, dovremo stare attenti alla Croazia che oggi mi ha impressionato con una squadra solida e una difesa granitica e all’Ungheria, senza sottovalutare le altre, ma dobbiamo pensare soprattutto a noi stessi. Domani andiamo a Barcellona e mercoledì 28 giugno giochiamo con la Spagna la partita del 25° anniversario della finale olimpica di Barcellona 1992. Dopodichè andremo a Siracusa per fare una settimana di carico e qualche richiamo”.

La partita. Azzurri perfetti nel primo tempo, affamati di gol, granitici in difesa. Un’occasione per parte, poi l’Italia sale sulla giostra: Di Fulvio dai cinque metri, Figlioli e Gitto tutti in superiorità e Bodegas, servito da Del Lungo, completa il poker con una palombella che lentamente supera la linea di porta. La Serbia sembra ko ma è presto per dirlo. Trova il gol soltano dopo 7’30” di gioco con Stefan Mitrovic e con l’uomo in più (dopo che gli azzurri avevano difeso benissimo le prime due inferiorità).

Nel secondo tempo comincia la remuntada dei campioni olimpici che vanno a bersaglio solo con l’uomo in più e su rigore (fallo di Gitto su Prlainovic) ma l’Italia è reattiva; Del Lungo nega il pareggio a Prlainovic, Figlioli prova la palomba che poteva valere il più 2.

Nel terzo tempo la Serbia è cannibale ma l’Italia non si lascia irretire. Subotic per il sorpasso (4-5), capitan Figlioli riporta il risultato in parità, la doppietta di Stefan Mitrovic vale il 5-7, quindi Di Fulvio in più riduce ancora ma Filipovic trova il varco giusto a 2 secondi dalla fine dei 30. Chi a questo punto si aspettava la gara chiusa si sbagliava.

Incassato il meno 2, il Settebello riparte nel quarto periodo come aveva iniziato, con la stessa forza ed intensità. Campagna chiede maggiore velocità nella circolazione della palla e i suoi ragazzi rispondono con un parziale di 3-0 ad opera Di Fulvio-Gallo-Figlioli per il nuovo vantaggio azzurro a 4’31” da giocare (due gol su tre con l’uomo in più). La Serbia ha la fortuna di pareggiare dopo trenta secondi e di approfittare di qualche fischio arbitrale favorevole. Quando i rigori sembrano vicini Pijetlovic realizza il gol partita. La Serbia conquista la quinta World League consecutiva; l’Italia merita la standing ovation.

Il tabellino:
Italia – Serbia 9-10
(Parziali: 4-1, 0-2, 2-5, 3-2)
Italia: Del Lungo, F. Di Fulvio 3, N. Gitto 1, Figlioli 3, Mirarchi, Velotto, Nora, Gallo 1, Renzuto, Bodegas 1, Aicardi, Bertoli, Volarevic. All. Campagna.
Serbia: B. Mitrovic, Subotic 2, V. Rasovic, Randjelovic, M. Cuk, D. Pijetlovic 3, Ubovic, Aleksic, Drasovic, F. Filipovic 1, Prlainovic 1 (rig.), S. Mitrovic 3, G. Pijetlovic. All. Savic.
Arbitri: Buch (Esp) e Alexandrescu (Rou).
Note. Superiorità numeriche: Italia 6 su 12, Serbia 7 su 9 più 1 rigore realizzato. Usciti per limite di falli Bertoli, Gitto e Drasovic nel terzo tempo.